Vaccino anti Covid: i medici sono pronti, la Regione... no. “Cos’ha Bertolaso contro di noi?”

“Noi vogliamo vaccinare per il Covid i nostri pazienti. E volgiamo farlo a Mortara. Se Regione Lombardia di dice no, non staremo zitti!”.

Le parole pronunciate dal dottor Eugenio Gandolfi sono a metà tra la dichiarazione d’amore verso i pazienti e la dichiarazione di guerra nei confronti di Guido Bertolaso. Infatti venerdì sera in Borsa merci sono state fatte le “prove generali” per la realizzazione di un centro per le vaccinazioni Covid. Un grande progetto realizzato con la collaborazione dei medici di medicina generale, il Comune, il comitato locale della Croce Rossa e la Pro Loco. Ora, però, si aspetta il verdetto di Ats. Tocca all’autorità sanitaria dare il via libero definitivo a quello che viene chiamato “hub” per le vaccinazioni. Ma il presidente dell’associazione medici associati di Mortara non nasconde tutta la sua irritazione. Che è anche quella di un’intera categoria. Quelli che fino a poco tempo fa erano gli eroi in prima linea contro il virus, oggi se sentono maltrattati dal governo regionale.

“La Regione ha detto – spiega Eugenio Gandolfi – che i medici di base sono a disposizione per le prenotazioni per il vaccino Covid, ma nella realtà nessuno ci ha mai avvertito. Chi oggi prenota il vaccino sulla piattaforma interne attivata dalla Regione di fatto viene escluso dalla tutela del proprio medico che non ha più nessuna possibilità di dare indicazione sul luogo o sul giorno della vaccinazione. Sembra che i medici di base non vogliano fare la loro parte, che si rifiutino di ricevere le prenotazioni o di fare i vaccini. Tutte queste cose creano delle gravi difficoltà nei rapporti con i pazienti. Nella realtà, però, il nostro impegno non è mai venuto a mancare. Lo dimostra quello che da tre settimane stiamo cercando di fare a Mortara in collaborazione con la Cri, il Comune e altre associazioni. Noi vogliamo vaccinare qui a Mortara i nostri pazienti. Se non ci verrà data questa possibilità non staremo zitti. Vorrei sapere che fastidio diamo a Bertolaso!”. Eugenio Gandolfi non si ferma e, al contrario, in attesa del parere di Ats alza ulteriormente la posta. La sua proposta è quella di rendere la Borsa merci un centro di riferimento per i vaccini anche per le realtà limitrofe di Parona, Olevano e Cilavegna. A sorpresa, solo il giorno prima rispetto alla “prova generale” per la creazione del centro di vaccinazione di venerdì scorso, era però arrivato un primo ribaltone. Bocciata la sala polifunzionale di San Pio X che, in un primo momento, era stata identificata come sede idonea. Il progetto consegnato ad Ats è invece concepito sugli spazi offerti dalla struttura pubblica di piazza Trieste. Un grande progetto per la tutela della salute dei cittadini. L’obiettivo è ambizioso. Rendere immuni tutti gli ultra ottantenni entro la fine di marzo. Secondo le stime del comune si tratta di una popolazione di mille e 200 persone.

“Attenzione però – avverte il sindaco Marco Facchinotti – se si effettua ora la prenotazione sul sito attivato dalla Regione la vaccinazione verrà fatta nel luogo più vicino al comune di residenza. Ma in questo momento Mortara non è ancora ufficialmente registra tra gli hub attivi. Quindi si rischi di dover andare a Vigevano. Fatta questa precisazione ribadisco che il ruolo dell’amministrazione è marginale rispetto all’impegno dei medici di medicina generale, della Croce Rossa e di tutte le altre associazioni che potranno dare una mano. Noi partecipiamo volentieri e da volontari. Io personalmente farò da stuart all’ingresso”. I protocolli per la realizzazione di un “hub” per la somministrazione del vacci o Covid prevedono un’area dedicata all’accoglienza dei soggetti che hanno prenotato la vaccinazione, del personale adibito alla raccolta dell’anamnesi pre-vaccinale e il ritiro dei moduli firmati relativi al consenso. Di questo compito se ne occuperanno anche i volontari della Croce Rossa e della Pro Loco. Inoltre, dopo la preparazione e somministrazione del vaccino, è previsto un periodo di osservazione di almeno 15 minuti per monitorare l’eventuale insorgenza di reazioni anomale. In altre parole per completare una singola vaccinazione è previsto un tempo che va dai 25 ai 40 minuti. Nel progetto di massima si immagina di poter immunizzare l’intera popolazione dei mille e 200 residenti over 80 nell’arco di due fine settimana. Uno per la prima dose e il secondo week and per il richiamo.

Luca Degrandi