Vaccini in Borsa merci: si parte sabato 6 marzo, in lista d’attesa 560 mortaresi over 80

MORTARA - Tutti gli ultraottantenni mortaresi saranno vaccinati tra sabato 6 e domenica 7 marzo presso l’hub vaccinale in Borsa Merci. L’ambizioso programma che vedrà il coinvolgimento dell’Associazione Medici di Base, i volontari del Comitato della Croce Rossa di Mortara, la Pro Loco e l’Associazione Ex Carabinieri in Congedo è ormai pronto per decollare. Dopo il parere positivo di Ats sull’hub vaccinale in Borsa Merci, i medici di base hanno provveduto a raccogliere tutte le richieste degli ultraottantenni mortaresi che hanno dichiarato di voler ricevere la prima dose del vaccino Pfizer-BioNTech. Il piano vaccinale mortarese, che prevede la somministrazione della prima dose di Pfizer a tutti gli over 80 nell’arco di soli due giorni, comporterà grandi sacrifici per tutti i medici e i volontari coinvolti. Si parla, infatti, di un numero abbastanza grande, e i medici di base si dicono pronti perfino a saltare la pausa pranzo, se dovesse essere necessario. Tuttavia, non saranno proprio tutti gli ultraottantenni a ricevere la vaccinazione: chi ha effettuato la registrazione sulla piattaforma di Regione Lombardia, purtroppo, non potrà essere vaccinato presso l’hub mortarese e dovrà attendere il suo turno nella lista d’attesa regionale. Questo perché il governo regionale, secondo i medici di base, avrebbe di fatto estromesso la loro categoria da qualsiasi ruolo chiave nella gestione delle richieste che arrivano dalla piattaforma: chi si è iscritto alla piattaforma direttamente da casa o in farmacia, quindi, non potrà essere vaccinato tramite i medici di famiglia e dovrà attendere più a lungo. È molto probabile anche che chi passa per la regione non venga nemmeno vaccinato qui a Mortara.

L’appello che rivolge Eugenio Gandolfi, presidente dell’Associazione Medici di Base, è quello di non registrarsi assolutamente sulla piattaforma per evitare i tempi di attesa e avere così il vaccino subito. “Sono deluso dalle tempistiche richieste dalla burocrazia – esordisce Eugenio Gandolfi – perché in un contesto di emergenza come quello in cui ci troviamo attualmente, e con la necessità di portare avanti la campagna vaccinale nel minor tempo possibile, una velocizzazione delle pratiche e delle procedure richieste per il riconoscimento dell’hub vaccinale da parte di Ats ci avrebbe permesso di partire anche prima. Non è colpa nostra se possiamo iniziare soltanto adesso, ma è colpa dei tempi della burocrazia. Se fosse stato per noi, saremmo già al lavoro da parecchie settimane. Ci sono arrivate molte critiche per questo, ma la colpa non è dei medici. Abbiamo ricevuto anche numerose lamentele sul fatto che l’hub sarà attivo soltanto nei weekend, nelle giornate di sabato e domenica. Ma questo è dovuto al fatto che noi, nell’arco della settimana, dobbiamo far fronte alla quotidianità del lavoro negli ambulatori. Tutte le ore in cui lavoreremo nei fine settimana sono ore lavorative extra che facciamo volentieri con l’obiettivo di portare a compimento le vaccinazioni nel minor tempo possibile. Siamo disposti a tutto, anche a saltare la pausa pranzo il 6 e il 7 marzo pur di vaccinare subito chi si è rivolto a noi. Ci rammarica profondamente il fatto che Guido Bertolaso, che recentemente è stato nominato consulente per il piano vaccinale in Lombardia, non abbia consultato la nostra categoria. Noi possiamo vaccinare solo al weekend, e non è possibile vaccinare sette giorni su sette, a meno che non si decida di sacrificare del tutto le regolari attività di ambulatorio, che però sono necessarie”. La cattiva gestione, dunque, secondo i medici di base, arriva dai vertici della regione, dalle lungaggini burocratiche e dal forte ridimensionamento del loro ruolo all’interno della campagna vaccinale. Ma l’importante, adesso, è poter finalmente iniziare. “Abbiamo apprezzato – afferma Gandolfi – la grande partecipazione del mondo del volontariato locale, che ha dimostrato una particolare attenzione, soprattutto nelle difficili circostanze attuali, alla cura dei cittadini e ai bisogni della comunità mortarese. Mi spiace, invece, per tutti quegli anziani che hanno già effettuato la registrazione alla piattaforma regionale e che pertanto non potranno essere vaccinati qui a Mortara. Non siamo stati consultati dalla regione sulla gestione della piattaforma, e siamo stati informati del fatto che chi si registrava alla piattaforma non poteva ottenere il vaccino tramite i medici di base soltanto il 13 febbraio, ovvero due giorni prima del lancio della piattaforma. Noi ci siamo subito dati da fare e abbiamo chiesto ad Ats se era possibile in qualche modo vaccinare anche chi si era già registrato alla piattaforma, ma la risposta è stata no. Nessuno, né noi né i cittadini, è stato informato per tempo dei limiti della piattaforma regionale. Quindi sconsiglio vivamente a tutti di registrarsi, e di passare invece tramite il proprio medico di famiglia. È difficile far capire alle persone che noi non abbiamo colpe né per quanto riguarda i ritardi né per quanto riguarda la disorganizzazione e la mancata informazione sulle lacune della piattaforma regionale. La colpa è della gestione ai piani alti e delle lungaggini burocratiche”.

Massimiliano Farrell