Vaccini, Carmen Bortolas rassicura: niente panico, il boom è sempre stato a novembre

MORTARA - Centinaia di prenotazioni per i vaccini anti-influenzali, ma le dosi tardano ad arrivare. Le farmacie affrontano l’emergenza autunnale cercando di raccogliere le tantissime richieste di vaccinazione dei cittadini mentre i vaccini, anche quelli prescrivibili dietro ricetta medica, non risultano ancora commercializzabili. “Da lunedì 16 novembre il sistema digitale della Regione per le richieste di farmaci ci ha permesso di ordinare le dosi vaccinali riservate ai medici di base – spiega Carmen Bortolas (nella foto), titolare della farmacia nel quartiere di San Pio X – Tuttavia, i vaccini richiesti dai nostri clienti la scorsa settimana non erano ancora disponibili. Sulle centinaia di richieste che abbiamo raccolto, alla data di mercoledì 18 siamo infatti riusciti ad avere soltanto due dosi di vaccini particolari prescritti dietro ricetta medica. Noi raccogliamo ogni giorno prenotazioni per i vaccini anti-influenzali, che possono essere acquistati sempre dietro ricetta medica, senza impegno e senza priorità per chi lascia il proprio contatto ma solo per tranquillizzare i clienti e avvisare gli interessati quando le dosi saranno disponibili. Le prime richieste hanno iniziato ad arrivare a settembre, ma quest’anno con la situazione emergenziale che stiamo attraversando, nessuno ha ancora nulla. Bisogna anche dire che le vaccinazioni anti influenzali sono sempre incominciate intorno alla metà di novembre anche gli scorsi anni e queste richieste massicce sono dovute alla forte campagna vaccinale partita in estate attraverso i mezzi di comunicazione”.

La regola da non dimenticare rimane sempre quella di dare priorità alle persone più fragili. I soggetti da proteggere maggiormente dalle forme influenzali sono gli over 65, magari affetti da una o più patologie, oppure i soggetti più giovani con patologie broncopolmonari pregresse. La funzione del vaccino, infatti, rimane quella di proteggere da complicazioni i soggetti più fragili, evitando loro di incappare in sovrainfezioni che possano essere scambiate per Covid. Per i soggetti più compromessi saranno disponibili tra pochi giorni le dosi affidate ai medici di base, mentre gli altri dovranno ancora attendere. “Nella situazione attuale – conclude la dottoressa Bortolas – c’è bisogno di tranquillizzare le persone. La mancanza di dosi probabilmente è dovuta a problematiche a livello regionale, oltre alla grande richiesta causata dal numero altissimo di persone che vivono in Lombardia”.

Beatrice Mirimin