Una nuova speranza per il San Martino, Brait promette Pronto soccorso e vaccini

MEDE – Appena il personale sarà disponibile il Pronto soccorso diurno riaprirà. Non solo: all’ospedale di Mede si stanno studiando le modalità per riportare il punto vaccinale. Parola di direttore generale. Si apre uno spiraglio per il ritorno alla normalità del San Martino. Il cauto ottimismo arriva dopo la riunione (virtuale) tra Michele Brait (nella foto), i vertici di Asst Pavia, e il sindaco medese Giorgio Guardamagna. “Il direttore generale Brait – sono le parole di Guardamagna – ha assicurato che, non appena recuperati medici e infermieri ancora in servizio negli ultimi reparti covid di Vigevano e Voghera, tornerà il nostro punto di primo intervento dalle 8 alle 20. Noi avevamo chiesto il ritorno a Mede anche del punto vaccinale. Pare che si stia cercando di trovare un modo. L’obiettivo e la speranza è quella di tornare, almeno, alla situazione pre-Covid che, pur non essendo il massimo per il nostro ospedale, sarebbe almeno un miglioramento rispetto all’esistente, in attesa di possibili ulteriori sviluppi”. Questo barlume di positività arriva dopo giorni tesissimi. Il San Martino, che ha visto chiudere il suo pronto soccorso diurno (il notturno è fermo da tre anni e mezzo) a metà marzo, quasi in sordina, non aveva più ricevuto comunicazioni in merito. L’ultima assemblea della Commissione speciale in difesa dell’ospedale era stata il 2 giugno. La consulta non si era mai riunita nel 2020. L’indomani, mercoledì 3 giugno, dopo tre mesi Mede e il suo ospedale avevano riavuto indietro l’auto medica da Areu, anch’essa dirottata negli ospedali di trincea contro l’epidemia. Il risultato degli sforzi della Commissione era arrivato sottoforma di una lettera aperta. Mai i toni erano stati così duri. “Nessuno di noi – sono le parole della presidentessa Michela Greggio e degli altri membri, che fanno parte anche dell’opposizione consiliare – si vuole sostituire o vuole dire ai vertici Ats ed Asst come si devono comportare, ma questo territorio ha bisogno di essere tutelato. Chiediamo che i bambini possano tornare a vaccinarsi a Mede: la palazzina è di proprietà di Asst ed era adibita a quello fino a pochi anni fa. Chiediamo che, se abbiamo necessità di scegliere un medico, sia possibile farlo allo sportello del plesso ospedaliero, com’è sempre stato. Chiediamo che gli ambulatori del nostro nosocomio tornino a funzionare regolarmente e chiediamo che gli interventi di chirurgia mini-invasiva vengano riportati in una delle sale operatorie più nuove della zona”. L’ospedale San Martino, costruito dai lasciti dei medesi per i medesi stessi, un tempo come posti di lavoro era la maggiore industria della cittadina. Adesso molti lo descrivono come “una scatola vuota”.

Davide Maniaci