Un casello della A26 tra Confienza e Palestro, l’idea stuzzica Francese. I robbiesi sono d'accordo

ROBBIO - “Se facessimo un referendum avremmo il cento per cento dei sì”.

Il sindaco Roberto Francese (nella foto) è sicuro di sé in quanto alla proposta per il casello autostradale. La questione è annosa.

Da trent’anni a questa parte Robbio e i comuni limitrofi chiedono che venga aperto un casello che porti sulla A26.

L’idea sarebbe di porlo tra Confienza e Palestro. Il progetto è reso necessario dall’importanza economica che i paesi occupano.

A Robbio passano un migliaio di camion a livello giornaliero.

“Andrebbe a vantaggio dei cittadini - mette in luce il sindaco Roberto Francese -, delle aziende, dell’ecologia e della manutenzione stradale a lungo termine”.

Le motivazioni per cui le amministrazioni locali, e soprattutto quella di Francese, vogliono aprirsi all’autostrada sono strettamente interconnesse.

I dati parlano chiaro: in Lomellina Robbio conduce in testa alla classifica per il rapporto tra fatturato e abitanti.

Si tratta quindi di impegnare le amministrazioni provinciali e regionali solo per il proprio benessere?

Non proprio. Che gli svincoli per A4 e A26 siano tutti scomodi è un problema di tutta la zona.

Le alternative sono Vercelli Est, Novara est, Gropello Cairoli, Tortona o Voghera. E per di più nella zona di Robbio mancano anche le circonvallazioni.

Tutti i giorni gli abitanti di Robbio, Confienza, Palestro e Sant’Angelo accolgono, anzi devono accogliere centinaia e centinaia di tir. Le strade si intasano. La gente si spazientisce. E come se non bastasse il continuo rallentare, frenare ed accelerare dei mezzi pesanti comporta emissioni di Co2 immani.

Queste si spargono per le vie della città, ammalorano l’aria e colpiscono i cittadini. E non si salva nulla. Perché, oltretutto, le strade del circondario sono le stesse di cent’anni fa.

La qualità è migliorata un poco, ma lo stress a cui sono sottoposte ad oggi non ha eguali. Non riescono a reggere il traffico, il manto si rovina, il che, oltre che fastidioso, può divenire anche pericoloso.

Ma quindi cosa si aspetta ancora per fare il casello?

Anzitutto c’è bisogno dell’approvazione della Provincia e della Regione. In più, l’ultima volta che si era portato avanti il progetto c’era stata la bocciatura da parte del ministero.

“Servirebbe - ha affermato Roberto Francese - che almeno le amministrazioni locali si mettessero nell’ottica che un accesso sull’autostrada è necessario. A quelli che parlano di prostituzione territoriale rispondo che già i campi sono immersi nei fanghi tossici. Anche i miei predecessori puntavano sul casello. Ho lavorato per anni - ha poi aggiunto - come consigliere al polo logistico di Mortara. Loro hanno meno aziende di noi, ma in ogni caso il polo non decolla. La questione è anche in quel caso molto semplice. Come per noi vale il casello, per loro c’è il discorso dell’autostrada Mortara-Broni. Ad ogni modo, che uno dei due progetti vada in porto non esclude che lo stesso accada poi anche per l’altro”.

Gabriele Tocchio