Un anno senza toccare il pallone, gli Allievi Mortara e la voglia di tornare in campo di Raimondo

MORTARA – Un anno di sacrifici e di rinunce per molte categorie lavorative. E la voglia di lasciarci completamente alle spalle un’emergenza sanitaria che, a distanza di più di 14 mesi dal suo inizio non si è ancora risolta, è davvero tanta. Lo può confermare Roberto Raimondo (nella foto), instancabile lavoratore di una ditta che produce latticini e naturalmente punto di riferimento per gli Allievi del Mortara Calcio.

“Molte aziende purtroppo non si troveranno più nelle condizioni per poter riaprire – analizza il tecnico biancoazzurro – purtroppo è un periodo che non si esaurirà in un preciso arco temporale. Ma che avrà inevitabilmente delle ripercussioni anche in ottica futura. Un mio amico che lavorava in un bar, si è visto costretto a chiudere definitivamente la propria attività. Le spese da sostenere erano diventate eccessive, mentre le entrate si erano quasi del tutto azzerate. Il Paese uscirà molto ridimensionato da tutto questo. E lasciarci alle spalle il virus, non sarà un passaggio così immediato”.

Occorrerà, per quanto possibile, munirsi di una buona dose di pazienza per tornare a pregustare il sapore della normalità. Che, nel caso di Raimondo significa anche sedersi nuovamente su quella panchina in cui ai propri Allievi, ha da sempre trasmesso una filosofia di calcio che mai come ora, può essere utilizzata per comprendere al meglio il periodo che stiamo attraversando.

“Mi tengo in contatto con i miei ragazzi su WhatsApp – prosegue Roberto Raimondo – e capisco perfettamente quanto siano desiderosi di rivedersi tutti e di tornare al più presto ad allenarsi. Tuttavia, hanno compreso a fondo la situazione e sanno perfettamente che la salute ha la precedenza su tutto il resto. Ringrazio anche i genitori per essersi mostrati molto coscienziosi, dando un buon esempio ai propri figli. Per quanto riguarda la ripresa del campionato, la vedo dura che entro ottobre si sia risolto tutto. Penso che, si potrà tornare a parlare di calcio giocato non appena si sarà vaccinata tutta la popolazione. E ci vorrà come minimo ancora un annetto. Spero di rivedere al più presto la mia squadra, ma adesso deve prevalere il buon senso”.

Rispettare le regole ed anteporre il bene comune ai puri interessi personali. In attesa che arrivi il momento per Raimondo di rivedere i suoi giovani Allievi biancoazzurri.

Edoardo Varese