Tromello: in Comune i colori di gay, lesbiche e trans, ma la scelta si trasforma in bagarre politica

TROMELLO – Le finestre della sala consiliare erano “bardate” con drappi arcobaleno. Così l’amministrazione comunale di Tromello ha voluto ricordare il cinquantesimo anniversario dei moti di Stonewall, un punto di svolta contro la discriminazione verso omosessuali e transgender. Un gesto, quello della scorsa settimana, di grande impatto. Come sempre non tutti sono d’accordo non tanto sugli intenti (nobili), ma sulle modalità. “Non entro nel merito del ricordo – è il commento di Vittorio Biscaldi, ex comandante della Polizia locale e ora consigliere di minoranza in forza alla Lega – che potrebbe essere attuale se tali repressioni fossero continuate fino ai giorni nostri, ma vorrei fare una considerazione di metodo e di opportunità. Se si parla del Comune inteso come amministrazione i gruppi di minoranza, che rappresentano la maggioranza dei tromellesi, non hanno avuto modo conoscere e discutere l’iniziativa. Se invece per Comune si intende la comunità tromellese, mi sembra presuntuoso parlare a nome di gente che non si è espressa. Forse la maggioranza di “CambiaMenti per Tromello” ritiene che per amministrazione si intenda solo la loro compagine politica? Ricordo che la casa comunale è di tutti, e quello che esprime anche visivamente deve tener conto anche di questa ovvietà”. I motivi di questo allestimento inconsueto sono spiegati con un messaggio su Facebook postato proprio dalla pagina di CambiaMenti per Tromello, la lista civica che da poco più di un anno amministra il paese. Il sindaco Gianmarco Negri, transgender egli stesso, è diventato uno dei simboli italiani nella lotta per i diritti dei gay. Avvocato penalista, è nato col nome di Maria. Il suo percorso è diventato celebre in tantissime interviste su testate nazionali e in programmi televisivi. “Durante la notte tra il 27 e il 28 giugno 1969 presso lo Stonewall Inn, un pub punto di riferimento della comunità Lgbt a New York – racconta Negri – la polizia procedette ai rastrellamenti della clientela che non indossasse almeno 3 oggetti ritenuti “gender appropriate”, cioè caratteristici di un genere o dell’altro, schedandola nonostante non arrecasse alcun disturbo. Molte persone vennero trascinate fuori dal locale dalla polizia perché venissero condotte tra le sbarre. Ma per la prima volta la comunità gay lesbo e trans si ribellò”. Intervennero le squadre anti sommossa che bloccarono i manifestanti con estrema violenza. Fu l’inizio di quello che negli anni successivi venne chiamato “orgoglio omosessuale”. Il Gay Pride. Dal 2016 lo Stonewall Inn è stato riconosciuto come monumento nazionale su decisione del presidente Barack Obama. “Il Comune di Tromello – conclude Negri – con questo piccolo gesto, vuole ricordare le vittime di diseguaglianza, discriminazione, odio omolesbobitransfobico ed esprimere loro la propria solidarietà. La dignità dell’essere umano è innata in esso, e nessuno può arrogarsi il diritto di sottrargliela. La foto dall’interno della sala del consiglio rappresenta per noi questo messaggio, siamo dentro ed uguali a tutti gli effetti”.

Davide Maniaci