Tre paesi restano senza medico, i sindaci scrivono al Gabibbo. Maggioni interroga il Ministro

PIEVE DEL CAIRO – I sindaci scrivono a Sos Gabibbo. Si tratta dell’ultima spiaggia: sarà l’interessamento di uno degli inviati del Gabibbo a risolvere finalmente il problema dell’assenza del medico di base? Per ora, precisano Niccolò Capittini, Lorena Fontana e Franco Alberto Cattaneo, primi cittadini rispettivamente di Pieve del Cairo, Suardi e Gambarana è semplicemente una lettera che è stata inviata. Non c’è stata ancora risposta e non è dato sapere se il tg satirico di Canale 5 si interesserà mai alla vicenda.

“Facendoci carico delle numerose e pressanti istanze dei cittadini – si legge nella missiva – segnaliamo la situazione che va avanti dal 1° aprile a seguito del pensionamento del nostro medico di medicina primaria. Era presente per 5 giorni a settimana in ambulatorio in ognuno dei tre centri, ma non è stato sostituito”. Dopo l’addio della dottoressa Anna Maria Martella, Ats Pavia ha fatto sapere che gli altri tre medici operanti nello stesso ambito avrebbero assorbito i mutuati. Ma quello di Pieve, il dottor Pierluigi Strozzi, è già saturo di mutuati. Gli altri due sono a Lomello: vuol dire 30 chilometri tra andata e ritorno per farsi visitare. Il problema riguarda soprattutto Gambarana e Suardi, che da quasi due mesi vedono i loro ambulatori vuoti. L’età media della popolazione è altissima, molti non guidano e non esiste un trasporto pubblico che colleghi i vari centri. Finora non è stata trovata una soluzione: il dottor Domenico Barone, di Valle, si era detto “disposto a visitare” a Suardi e Gambarana. Non può: non è stata concessa una deroga all’Accordo collettivo nazionale, che impedisce di operare fuori ambito territoriale.“ Non riusciamo a comprendere – è l’appello dei sindaci – perché ai nostri cittadini venga negata la possibilità di avere un medico di assistenza primaria operante nel territorio, considerando sia il momento di difficoltà sia la difficoltà oggettiva a raggiungere un ambulatorio lontano”. E nella giornata di lunedì 24 maggio, il caso è finito anche alla Camera dei Deputati grazie ad un’interrogazione presentata al Ministro della Salute dal deputato Marco Maggioni (nella foto).

Davide Maniaci