Torna il corvo a Robbio: un’altra lettera anonima accusa il sindaco Francese sul caso Onilab

ROBBIO – Il corvo lascia cadere una delle sue penne nere davanti al municipio. Il sindaco Roberto Francese torna a ricevere lettere anonime e porta le missive, zeppe di insulti, ai carabinieri.

Un episodio non certo nuovo: il primo cittadino robbiese era già stato nel mirino del corvo alla fine del mese di luglio dello scorso anno. Allora Robbio era finita alla ribalta per i test sierologici condotti sulla popolazione e il sindaco era stato definito “miserabile” dai vertici regionali leghisti che, per usare un eufemismo, non avevano gradito le iniziative di Francese che si discostavano dalla linea di Regione Lombardia.

Oggi, il corvo, punta l’indice sempre contro Roberto Francese reo, questa volta, di non si sa bene cosa riguardo il “caso Onilab”.

Al momento la lettera anonima, che riporta il timbro dell’ufficio postale di Torino, è stata recapitata unicamente al sindaco, nella mattinata di giovedì scorso 27 maggio, mentre nel luglio scorso le missive erano arrivate anche a diverse centinaia di robbiesi. E nella scorsa estate era spuntata anche una scritta offensiva, sempre nei confronti del sindaco, sul ponte lungo la strada che porta a Confienza.

“La lettera che ho ricevuto l’ho portata ai carabinieri della stazione di Robbio ed ho sporto denuncia contro ignoti. – spiega Roberto Francese – Vengo accusato di essere sempre in televisione e di aver collaborato con il laboratorio medico Onilab di Andrea Adessi. La lettera se la prende con le accuse mosse nei confronti di Adessi, ma lui non ha mai firmato nessun referto a Robbio e Onilab sta continuando a lavorare. Penso che si tratti di un caso mediatico basato sul nulla: Adessi non è un medico? Sicuramente saprà difendersi nelle sedi opportune, ma succede che anche in altri laboratori il legale rappresentante non sia un medico”.

Ma Francese vede oscure trame politiche dietro a questa ennesima torbida vicenda.

Lo stesso sindaco si era beccato del “miserabile” dal deputato Paolo Grimoldi, anche segretario nazionale della Lega Lombarda, in una conversazione su Whatsapp tra lo stesso deputato e l’ex sindaco di Mede Lorenzo Demartini.

Il caso era scoppiato e il corvo aveva inondato la città di lettere anonime. Nel mirino non solo il Francese: gli insulti non risparmiavano neanche il capo della polizia locale, Luciano Legnazzi, il segretario comunale Angela Natale, le forze dell’ordine e l’assessore ai lavori pubblici Gregorio Rossini. E dopo la recente esplosione del “caso Onilab” altri esponenti leghisti avevano chiesto la testa del sindaco robbiese.

“Perché dovrei dimettermi? Solo perché a Robbio sono stati eseguiti i test da Onilab? – s’interroga Roberto Francese – I test sono validi a tutti gli effetti. Dovrei dimettermi perché a Robbio ci siamo affidati ad un laboratorio il cui legale rappresentante è sotto inchiesta? Non solo Adessi non ha mai refertato nulla, ma le autorizzazioni sanitarie di Onilab sono, dal marzo 2020, nelle mani di Ats Pavia”.