Test sierologici, l’ad di Onilab non è un medico: ora la Lega chiede la testa del sindaco Francese

ROBBIO – “Si spacciava per medico”. “No, non ho mai detto di esserlo”. Bufera su Andrea Adessi, 53 anni, vercellese, indagato dalla Procura della sua provincia per esercizio abusivo della professione. L’interrogatorio di garanzia da parte del Pm Carlo Introvigne è previsto per oggi, mercoledì.

Il laboratorio Onilab di Vercelli nella primavera del 2020 era diventato famoso per aver effettuato test a tappeto sui robbiesi. Uno screening contestatissimo e mai accettato da Regione Lombardia. Le indagini sono iniziate a gennaio dopo l’esposto di un cittadino. Adessi nel frattempo si è dimesso da amministratore delegato di Onilab. Le indagini erano iniziate lo scorso gennaio. Venerdì carabinieri del Nas di Torino hanno eseguito un’ordinanza, disposta dal Tribunale di Vercelli, di applicazione della misura cautelare dell’interdizione temporanea dall’esercizio di attività professionali o imprenditoriali. L’uomo avrebbe effettuato prelievi di sangue e tamponi per rilevare il Covid senza averne titolo, e molti risultati non sarebbero stati poi registrati regolarmente. Adessi, che aveva specificato di avere “piena fiducia nella magistratura” e di non essersi mai spacciato per medico, è stato interdetto per un anno dall’esercizio di qualsiasi attività d’impresa in ambito sanitario, col contestuale divieto di ricoprire uffici direttivi nel settore.

La bufera coinvolge anche Robbio. Dopo una battaglia durissima tra il sindaco Roberto Francese (nella foto), che si era appoggiato a Onilab nella scorsa primavera per i test di massa sui suoi cittadini, e Regione Lombardia, che non li riconosceva, adesso la Lega chiede le sue dimissioni dal ruolo di primo cittadino. ”Ora scopriamo – hanno dichiarato all’Adnkronos Fabrizio Cecchetti, commissario regionale della Lombardia, e Massimiliano Capitanio, capogruppo in Vigilanza Rai, – che uno dei paladini di Report, il sindaco di Robbio, Roberto Francese, si era affidato a un “falso” medico per somministrare tamponi rapidi, molecolari e persino prelievi di sangue (a pagamento) ai suoi concittadini. Report aveva scelto di esaltare il sindaco di Robbio e attaccare la Regione: una scelta avventata. Ora si capisce la prudenza adottata dalla Lombardia nei confronti di chi spingeva per forzare i protocolli. Il sindaco di Robbio chieda scusa alla Regione e si dimetta”.

Francese chiarisce come “Adessi si difenderà nelle sedi opportune. Una cosa emerge chiara dalle indagini però: i test a Robbio e nessuno lo mette in discussione. Il fatto che a Robbio e in molti altri centri in questo anno centinaia di cittadini, tra cui decine di medici e infermieri, abbiano eseguito test per sopperire alle mancanze del sistema sanitario pubblico ha creato non pochi dissapori e attriti. Ci sono state tantissime denunce e indagini e da tutte (questa compresa) è emerso che i test sono e restano validi come confermato anche dalle collaborazioni con il professor Matteo Bassetti, Cnr, e Università Bicocca. Andrea Adessi si è sempre speso e impegnato in questo senso e gli auguriamo di poter dimostrare la sua innocenza. In ogni caso il suo staff non viene messo in discussione dall’indagine quindi il suo laboratorio e chi preposto alla validazione dei test, può continuare ad operare”. Francese non esclude azioni legali.

Anche William Grivel, primo cittadino di Castello d’Agogna, paese che aveva sposato il “metodo Robbio”, ha chiarito la propria posizione con un post su Facebook. “La società Onilab – ha scritto – esiste, è ancora operativa e si avvale di personale qualificato. Adessi è indagato perché ha una laurea non riconosciuta in Italia. Ha eseguito tamponi e fatto dei prelievi sebbene non abilitato in Italia. Ha fatto ciò che in Italia fanno infermieri e farmacisti. L’esito degli esami svolti dalla società non sono messi in discussione e questa è la cosa più importante. Ovviamente non giustifico il comportamento di Adessi che reputo inqualificabile, ma è fondamentale precisare che sull’attendibilità dei test non esistono dubbi così come non ci sono dubbi sulla professionalità degli operatori sanitari qualificati che hanno collaborato con Adessi e la sua azienda”.