Termo: Mortara e Parona vanno a litigare in tribunale

“Noi al massimo sul piatto avremmo messo 350mila euro. Mortara ne voleva 550mila. Non arriveremo mai a un punto di incontro. Per questo ci penserà il Tar”. Sembrava praticamente cosa fatta, ma la questione tra Mortara e Parona relativa alle compensazioni ambientali per la seconda caldaia del termovalorizzatore andrà al Tribunale amministrativo regionale. L’annuncio è di Marco Lorena, primo cittadino del paese dell’Offella. Proprio davanti al Tar, recentemente, un’udienza era stata rinviata proprio per permettere alle due amministrazioni di trovare un accordo economico. In ballo c’è una differenza di 200mila euro, divisa in due tranche. Un divario evidentemente incolmabile. Mortara era partita dalla richiesta di più di un milione, Parona da un’offerta di 200 mila. “Secondo i nostri calcoli – replica a distanza il primo cittadino di Mortara, Marco Facchinotti – ci spetta più di un milione. Eravamo disposti ad accontentarci della metà. Loro non sono andati oltre i 250 mila subito più 100 il prossimo anno: non abbiamo accettato”. Tutto nasce da due convenzioni stipulate a distanza di anni. Nel 2003 fu deciso che Parona avrebbe versato a Mortara un terzo dei contributi ricevuti da Lomellina Energia per la seconda caldaia del termo, costruita in quell’epoca. Il sindaco mortarese di allora, Giorgio Spadini, presentò ricorso al Tar contro l’autorizzazione alla seconda linea del Termo. Ricorso ritirato a fronte di un accordo: Parona avrebbe versato un terzo dei contributi ricevuti a riguardo. Denaro poi non elargito puntualmente. Gli accordi sono stati risiglati nel 2011 dai sindaci Silvano Colli e Roberto Robecchi. Oltre a sanare gli arretrati, i contributi sarebbero andati avanti fino al 2014. Per il Comune di Parona l’ultimo accordo chiudeva il contenzioso con Mortara. Pertanto, dal 2015, nulla è più stato previsto come trasferimento. Ma Mortara la pensava diversamente, prevedendo un’entrata a bilancio per lo stesso anno. Soldi mai arrivati che hanno portato a un nuovo ricorso al Tar. Patti, dunque, non così chiari, se è vero che per difendere le proprie ragioni un Comune tira in ballo un accordo, l’altro Comune replica tirando in ballo la seconda convenzione. La prima, quella di Spadini, non prevedeva “esplicitamente” il rapporto tra contributi e autorizzazione, ma la seconda non diceva “esplicitamente” che la prima era abrogata. Per Mortara i trasferimenti sono legati al funzionamento della caldaia: quindi devono durare fino al suo spegnimento. Un paio di mesi fa i rispettivi avvocati sembravano aver trovato una quadra, o almeno così dicevano i sindaci. Un bonifico una tantum con destinataria Mortara per chiudere tutto, una volta e per sempre. Non sarà così. Ma se è vero che valgono le carte, sarà difficile per chiunque un’interpretazione che traduca in modo univoco quanto concordato a suo tempo, in due passaggi differenti. Sicuramente molti soldi in ballo saranno vanificati in avvocati e spese legali.

Davide Maniaci