Tentata truffa del vino, ma la “Mafalda” non ci è cascata

Breme 04 Dicembre 2019





















La truffa era ingegnosa: far recapitare del vino pregiato in un ristorante (con il tavolo già prenotato per la cena), chiedere al gestore di anticipare i soldi e poi sparire per nulla.  Non ci è cascata Assunta Botta, in cucina nella trattoria Da Mafalda di Breme. L’episodio è avvenuto mercoledì scorso. Lo racconta il sindaco bremese Franco Berzero. 

“Telefona una donna tutta gentile ad Assunta, la figlia di Mafalda – riferisce il primo cittadino – e spacciandosi per una cliente abituale prenota un tavolo per sei persone. Il pretesto era quello del compleanno di un amico. Dopo un’ora telefona di nuovo chiedendo se la trattoria avesse nella propria cantina un vino molto particolare, raro. Assunta ovviamente non lo aveva”. A questo punto la “cliente abituale” ha proposto alla trattoria di farsi consegnare il vino prima. Lei avrebbe saldato al suo arrivo. Sei bottiglie costavano 580 euro a prezzo scontato, quindi poco meno di 100 euro cadauna. La consegna sarebbe avvenuta alle 18 e 30, il giorno prima della “cena di compleanno”. “Successivamente le due si sono risentite al telefono -  conclude Berzero – e la finta cliente ha chiesto alla trattoria di pagare prima il vino, che lei sarebbe arrivata l’indomani e avrebbe saldato insieme alla cena. A quel punto Assunta ha capito e ha declinato”. A cena, ovviamente, non si è presentato nessuno, come nessuno ha più risposto ai numeri di telefono della sedicente enoteca e della “cliente affezionata”.


Davide Maniaci © Riproduzione riservata