Tassa rifiuti, l’aumento ci sarà! Il 18 per cento del 2020 verrà spalmato sul triennio 2021-2023

Non lo si vedrà nel corso del 2020, sarà spalmato su tre anni, ma resta il fatto che l’aumento della tassa rifiuti ci sarà. Un incremento dilazionato e “digerito a fatica” dai sindaci. Eppure accettato. E sarà una “botta” da più 18 per cento. Una mazzata per le tasche dei mortaresi colpiti dalla formula 6 per 3. Cioè un rincaro della Tari del 6 per cento ogni anno, fino al 2023. Un pagamento a rate che rappresenta un blando viatico rispetto alla grave crisi economica e sociale aggravata dalla pandemia.

“Nel corso di quest’anno – spiega il primo cittadino Marco Facchinotti (nella foto) – non ci saranno aumenti. L’aumento ci sarà a partire dal 2021 e sarà spalmato nelle prossime tre annualità. Capisco perfettamente che non è mai bello mettere le mani in tasca ai propri cittadini, ma in questo caso era l’unica soluzione possibile per evitare il default del Clir. L’aumento delle tariffe è stato suggerito dai revisori dei conti della società. Noi sindaci dell’assemblea abbiamo dovuto prendere atto che questa è l’ultima spiaggia. Siamo disposti a fare un ultimo sacrificio, ma deve essere il punto di partenza per una ripresa del Consorzio. Chi invece non crede più in questa possibilità deve essere lasciato libero di cercare altre soluzioni. Inutile sprecare soldi e tempo in cause legali contro quegli enti che hanno deciso di intraprendere un’altra strada. Ora chi crede ancora nel futuro del Clir deve fare tutti gli sforzi per mantenere viva una società che, in fin dei conti, appartiene proprio ai Comuni soci. E’ un nostro patrimonio e ritengo sia un errore buttare tutto all’aria”.

Così i mortaresi, per i prossimi tre anni, pagheranno di tasca propria il salvataggio di una società che si trova sull’orlo del fallimento. “Se i conti sono così disastrati – aggiunge il primo cittadino – non credo che sia colpa del consiglio di amministrazione. Ritengo invece che le responsabilità vadano ricercate tra quelle figure professionali che in passato, ricoprendo ruoli decisionali, non hanno voluto o non sono stati capaci di mantenere i conti in ordine”. Così la politica si dichiara innocente. Se non addirittura parte lesa in questa vicenda. Gli amministratori locali devono metterci la faccia e spiegare ai cittadini come può, a parità di servizio, esserci un aumento che sfiora il 20 per cento.

Ma non basta. Il Clir dovrà anche operare sul contenimento dei costi. Obbligatorio ridurre i debiti pregressi. In particolare quelli contratti per la realizzazione della nuova sede di Parona, quelli accumulati per l’acquisto delle quote appartenute a Vigevano e quelli che restano in sospeso con i fornitori.

“Tutti questi risultati li vogliamo vedere e i prossimi tre anni saranno determinanti. Tra 36 mesi valuteremo se ci sono le condizioni per proseguire. Però affondare tutto senza nemmeno provarci è un errore. Penso anche ai sessanta lavoratori del Clir e alle loro famiglie. Inoltre, soprattutto nell’ambito del trattamento rifiuti, è sempre preferibile un controllo e una supervisione dell’ente pubblico”.

Oltre alla presa d’atto dell’aumento della tariffa rifiuti il Comune di Mortara ha anche approvato lo schema di contratto di servizio. Un accordo della durata di 15 anni, che potrà essere rivisto e corretto (o abbandonato) dopo i primi tre.

Luca Degrandi