Sul caso Della Cà Facchinotti è invincibile: archiviazione confermata

MORTARA - Sul “caso” cascina Della Cà per il sindaco Marco Facchinotti arriva la “doppia” archiviazione. L’ultima è quella firmata dal giudice lo scorso 20 luglio che respinto il reclamo promosso da due dei proprietari dell’immobile. Viene così confermata l’archiviazione per il sindaco Marco Facchinotti, indagato per falso ideologico e abuso d’ufficio per la vicenda della discarica abusiva che negli anni si è accumulata presso la cascina Della Cà. L’ordinanza era stata depositata il 19 gennaio dal giudice Luisella Perulli. Subito dopo era arrivato il reclamo di Matteo Scanzano e Lorenzo Crespi che non solo hanno visto respingere la loro istanza, ma sono stati anche condannati al pagamento di 750 euro a causa della palese inammissibilità del reclamo. La battaglia legale era partita con un esposto presentato l’11 luglio 2019 dai due proprietari. A due anni di distanza sembra concludersi la vicenda penale. Ancora tutta da giocare è invece la battaglia legale sul fronte amministrativo. Il Consiglio di Stato si dovrà pronunciare sulla validità dell’ordinanza firmata da marco Facchinotti per imporre lo sgombero dell’area invasa dai rifiuti tra Mortara e Olevano. La rimozione del cumulo di immondizia era stata oggetto di una prima ordinanza datata febbraio 2018. Successivamente il Tar, il 12 novembre 2019, aveva bocciato questo primo provvedimento dell’amministrazione comunale. Così, per far valere le proprie ragioni, l’ente pubblico aveva elaborato una seconda ordinanza. Un documento di oltre 11 pagine, corredato da affermazioni puntuali e riscontri fotografici. Tra i dettagli aggiunti c’è anche il fatto che uno dei proprietari risulta essere “stato anagraficamente residente in un’abitazione ubicata all’interno della Cascina della Cà a decorrere dal 21 marzo 2003 e sino al 10 aprile 2009. Pertanto l’abbandono e l’accumulo sistematico dei rifiuti nell’area della Cascina della Ca’ ha avuto avvio, in un contesto di degrado complessivo dell’area, già da prima dell’aprile 2009 e si è poi reiterato ed aggravato per svariati anni, fino alla situazione oggetto di accertamento nel corso del 2017. Pare evidente come detto deposito sia avvenuto nella piena consapevolezza del medesimo. Peraltro, la natura e le modalità reiterate nel tempo dell’abbandono dei rifiuti implicano che di detto deposito non possano non essere stati consapevoli, in linea generale, tutti i proprietari del compendio della cascina della Cà”. Motivazioni che hanno “convinto” i giudici del Tar che, infatti, lo scorso 11 marzo, hanno confermato la validità dell’ordinanza. Ma non è finita qui. Ora c’è il ricorso al Consiglio di Stato.

Luca Degrandi