Stati generali della famiglia: l’assessore Silvia Piani pronta ad aprire a nuove politiche sociali

MILANO - Con lo slogan “Lombardia è famiglia” si sono aperti lunedì scorso, 14 dicembre, gli “Stati Generali” della famiglia. Si tratta del primo passo di un lungo cammino per superare “l’inverno della famiglia”, che nel 2020 è culminata con la grave crisi demografica aggravata dall’emergenza sanitaria. Al primo incontro, che si è svolto in streaming, hanno partecipato, oltre al governatore Attilio Fontana e all’assessore regionale Silvia Piani, il ministro per la Famiglia e le Pari Opportunità Elena Bonetti, il vicario della Diocesi di Milano Luca Bressan, il presidente dell’Istat Giancarlo Blangiardo, il presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, Gigi De Palo. Considerando i profondi mutamenti culturali, sociali ed economici degli ultimi 20 anni la legge regionale sulle politiche per la famiglia del 1999 ha bisogno di qualcosa di più e meglio di un semplice tagliando. “Da questa prima e proficua plenaria - ha spiegato l’assessore alla Famiglia, Genitorialità e Pari Opportunità Silvia Piani - sono emersi gli spunti che genereranno il lavoro intenso che porteremo avanti nei prossimi mesi attraverso dei tavoli tematici. E’ stato un incontro di prospettiva che ha avuto il merito di gettare le basi del percorso per riformare la legge lombarda sulle politiche familiari. E’ chiaro che si tratta solo del primo passo. Servirà, tuttavia, a portare avanti un’attività di confronto molto più articolata di revisione di una legge ormai obsoleta, che non è più adatta a rispondere ad esigenze che con gli anni sono profondamente mutate, come cogliamo attraverso le richieste che ci arrivano ogni giorno dai nostri portatori d’interesse, che sono i membri delle famiglie lombarde. Per ammodernare l’impianto in un’ottica più attuale e giungere ad un documento finale di sintesi, occorrerà dunque, come abbiamo accennato oggi, affrontare i temi della denatalità, del lavoro al femminile, delle famiglie monogenitoriali, dei genitori separati, dell’adozione, delle nuove fragilità, inserendo, a pieno titolo, in questo processo di revisione, tutti gli attori che ne sono ogni giorno coinvolti, dai rappresentanti dell’associazionismo familiare, ai sindacati, dagli enti locali, alle banche, sino alle aziende, che danno lavoro alle mamme e ai papà. Sono convinta che serva, oggi più che mai, un approccio multidisciplinare alle tematiche familiari”. I numeri messi a disposizione dell’Istat raccontano di un vero e proprio inverno demografico. Il saldo tra i morti e i nati non è mai stato così sfavorevole e, il dato 2020 sull’aspettativa di vita, in Lombardia, racconta di un balzo indietro di 20 anni.

La paura ha generato denatalità, ma anche de-progettualità, se è vero che anche i matrimoni, in questo anno difficile, sono diminuiti del 60 per cento. “Regione Lombardia - ha affermato il presidente Attilio Fontana, portando il suo saluto - mette da sempre al centro delle proprie scelte e delle proprie politiche, la famiglia, che è nucleo sociale imprescindibile per lo sviluppo, la tutela e il supporto dell’individuo. Da qui l’istituzione di un Assessorato ad hoc. 

E poi, negli ultimi mesi, la predisposizione di un ‘Pacchetto Famiglia’, provvedimenti mirati a dare immediato respiro a chi è stato provato dal Covid, che è la prova di come, creando iniziative efficienti, è possibile non lasciare indietro nessuno”.

Luca Degrandi