Sport: il Basket Team Enrico Battaglia Mortara retrocede in Serie C Silver, ma soltanto sulla carta

Dopo la convincente performance di sabato sera con Busnago, la speranza era tornata a crescere. Per non retrocedere, infatti, Mortara avrebbe anche potuto perdere l’ultimo incontro in programma, purché non si superassero gli 11 punti di distacco. L’ultima avversaria, però, era Soresina, una squadra che non era certo stata costruita con l’obiettivo di accedere ai playout, un team ambizioso composto di giocatori “noti” e strapagati (su tutti, il trio composto da Simone Gatti, Gennaro Tessitore e Luka Roljic), che, nel corso della stagione, era incappata in una serie di incomprensioni reciproche, non era riuscita a fare gruppo e aveva cercato di ricucire cambiando in corsa l’allenatore. Certamente, uscire con una retrocessione dal triangolare di Opera non era un’opzione contemplata dai cremonesi che, infatti, hanno fatto valere il peso dell’esperienza e hanno soverchiato i giovani lomellini.


Vittoria con Busnago

“Busnago era in tutto e per tutto simile ad altre squadre incontrate nel corso della stagione – specifica Alfonso Zanellati – come potrebbero essere Valceresio o la stessa NBB Brescia che ci aveva battuti nella prima fase dei playout. Fino all’intervallo siamo stati sotto, poi, nel terzo quarto, la svolta, quando in campo c’erano solo ragazzi nati tra il 2002 e il 2004, perché avevo deciso di dare tregua a Stonkus e Bonesso, che incominciavano a essere stanchi. I ragazzi hanno giocato a ritmi molto elevati, intercettando palloni e volando in contropiede, hanno incominciato a recuperare terreno e si sono progressivamente galvanizzati, mentre, parallelamente, gli avversari facevano sempre più fatica a trovare motivazioni, anche perché avevano affrontato il match con noi con la certezza di essere praticamente salvi, a meno di perdere con un gap superiore ai 20 punti. Tutto ha iniziato a girare in nostro favore, e tutti si sono dimostrati all’altezza di un compito tutt’altro che facile, perché, non dimentichiamolo, si trattava pur sempre di un match di playout, in cui in ballo c’era la nostra speranza di non retrocedere. Ottimi spunti, ad esempio, sono arrivati da Gabriele Facchi che poi, a dimostrazione del fatto che quest’anno la fortuna non sta di certo dalla nostra parte, ha rimediato un colpo alla coscia, che ne ha compromesso la prestazione nella gara successiva”.

Soresina è di un altro pianeta

“Domenica, invece, ci siamo resi conto – ricorda il coach lomellino – che il paracadute della possibile sconfitta con meno di 11 punti di scarto non rappresentava per niente una sicurezza, Soresina era la squadra peggiore contro la quale avremmo potuto misurarci in questo atto finale, composta di giocatori stranavigati che si erano invischiati nei playout a causa di una serie di circostanze negative, ma che, sicuramente, erano stati opportunamente catechizzati e indotti a dimostrare un briciolo di orgoglio almeno contro una banda di ragazzini come noi. Infatti, contro di loro non ci poteva essere partita, il loro strapotere sia fisico che tecnico è emerso fin da subito, la Gilbertina è una di quelle squadre contro cui se giochi cento partite, altrettante ne perdi. Ci hanno sommersi con una raffica di triple, noi abbiamo anche provato a giocare con l’obiettivo di mantenere lo svantaggio minimo che ci avrebbe consentito la sopravvivenza, ma l’impresa era davvero impari”.


I playout ci hanno insegnato a crescere

Il verdetto finale ha, quindi, condannato l’Expo alla retrocessione in C Silver. Verdetto che, quasi sicuramente (ma si può togliere anche il “quasi”) non sarà esecutivo, perché, tenendo conto delle enormi difficoltà di allestire una squadra e affrontare un campionato nel bel mezzo di una pandemia, la richiesta di riammissione al massimo campionato regionale verrà sicuramente accolta. Nonostante questa doverosa premessa, alla notizia della retrocessione (che è tale solo sulla carta), si sono avvicendati rumors e mugugni di gente perplessa perché Mortara, dopo la perdita di tre giocatori fondamentali per infortunio (il promettente esterno Mattia Sacchi, l’unico centro titolare Daniel Muzio e il capitano Bruno Invernizzi), non sia corsa ai ripari e cercato rinforzi. “Non l’abbiamo fatto a ragion veduta e per più di un motivo – spiega Alfonso Zanellati – al di là del fatto, abbastanza scontato, che siamo fiduciosi di poterci iscrivere comunque alla C Gold, e dell’altra incontrovertibile verità per cui, non disponendo, notoriamente, di ingenti mezzi, abbiamo evitato di tornare sul mercato con operazioni finanziariamente impegnative, il motivo principale per cui abbiano deciso di contare solo ed esclusivamente sulle nostre forze sta nel fatto che volevamo mettere alla prova i nostri giovani anche in una situazione di impegno e importante stress emotivo, per verificare le loro reazioni. E, alla fine, questa scelta si è rivelata più che azzeccata, perché questa fase finale ci ha fatti crescere in maniera esponenziale, tutti, ma proprio tutti, inclusi i 2004 e quei giocatori del 2002 che, con un roster rinforzato, avrebbero finito per giocare con un minutaggio scarso e per non riuscire a esprimere le loro potenzialità e a evidenziare i loro miglioramenti. Quindi, in conclusione, per noi il bilancio è più che positivo. Abbiamo dimostrato proprio quello che volevamo dimostrare, che lavorare bene con i giovani paga, che a questi ragazzi abbiamo regalato una bellissima esperienza che si poteranno dentro a lungo, mentre loro hanno regalato a noi la certezza che la nostra scuola di basket cresce, e cresce decisamente bene”.

Nevina Andreta