Sport, Gravellona: aiuti per calcio, pallavolo e podisti Avis

GRAVELLONA - Fondi comunali per le società sportive, messe nuovamente in ginocchio dall’attuale lockdown. Avverrà a breve il versamento annuale in aiuto ai 3 principali team cittadini, la U.S. Gravellonese, per il calcio, la Società Pallavolo Gravellona (nella foto) e il gruppo podistico dell’Avis.

“Il motivo - ha spiegato il Sindaco Franco Ratti - per il quale devolviamo questi soldi è semplice: queste squadre si sostituiscono al ruolo che il Comune ha di educare allo sport. Perciò è giusto che siano finanziate almeno in parte”. La Gravellonese riceverà 2500 euro, ovvero la seconda tranche di un totale di cinquemila. La prima metà è stata anticipata, come richiesto dalla direzione della squadra, nel mese di luglio, affinché si potesse effettuare quanto prima il pagamento per l’iscrizione al campionato. Alla squadra di pallavolo verranno invece dati 3300 euro. “Il sostegno annuale - ha chiarito il presidente della società Faustino Travaglino - copre quasi totalmente le spese per l’affitto del palazzetto di Cilavegna che utilizzano le squadre, non essendoci un impianto all’interno del Comune. La collaborazione con il paese ospitante avviene ormai dal 1990, anno di fondazione della squadra” .

Un’ultima fetta, pari a “soli” 200 euro, verrà infine data al Gruppo Sportivo dei donatori Avis (questo perché composta quasi interamente da adulti). I vari membri delle squadre, dall’amministrazione agli allenatori, forniscono, in effetti, un servizio prezioso. Si tratta di appassionati, per lo più volontari, che si impegnano per iniziare i più giovani allo sport e per accompagnarli formandoli. “Questo periodo - ha continuato Faustino Travaglino - è particolarmente difficile. Le società sportive, oltre ad educare, hanno anche un importante ruolo sociale, offrono infatti la possibilità di fare amicizia”. Il dispiacere è forte anche nei confronti delle potenziali nuove leve, è normale, infatti, vista la completa incertezza della situazione, che in autunno i genitori siano stati più restii ad iscrivere i propri figli. Una nota di merito è dovuta anche ai vari istruttori “Le allenatrici della Prima e della Terza divisione, Elena Pizzi ed Ilaria Botticini - non ha esitato a lodare il presidente - hanno dovuto inventarsi un nuovo ruolo, anche psicologico, per tenere insieme le squadre anche da casa. La soluzione migliore, (adottata ugualmente da molte altre società), è sembrata quella di fare allenamenti in videoconferenza. Essendo le giocatrici spesso già adulte, organizzare risulta più semplice. Purtroppo con i più piccoli tenere tutto sotto controllo è stato più complicato, sia durante i primi allenamenti, sia ora, siccome non tutti hanno il materiale necessario”.

Per attività come il minvolley, per iniziare i cadetti al gioco, il possesso dell’attrezzatura è senz’altro necessario, e le famiglie che ne sono sprovviste non sono certo da biasimare. “Si vocifera di gennaio - ha infine aggiunto il dirigente - per la riapertura delle palestre, ma non sappiamo ancora nulla di certo. Sicuramente per le attività sportive, così come nel mondo dello spettacolo, essere in presenza, insieme, risulta imprescindibile”

Gabriele Tocchio