Sport, Gianmarco Campironi: "Io, positivo al virus a Dubai. Ma sto bene e tornerò presto"

VIGEVANO - “Ero appena atterrato a Dubai - inizia così la testimonianza di Gianmarco Campironi - per fare visita a mia sorella quando in aeroporto le autorità locali mi hanno sottoposto ad un test che ha confermato la mia positività al Covid-19”. Da quel momento Capironi salpa per la sua personale Odissea, un viaggio solo metaforico, fortunatamente, ma comunque probante. Dodici giorni di quarantena in ospedale, in un Paese straniero e lontano. “ll mio fisico comunque ha reagito ottimamente a tutti gli accertamenti terapeutici - prosegue il portiere del Città di Vigevano - e finalmente tra un po’ potrò tornare in Italia. Non bisogna mai arrendersi, è questo che ho imparato in tanti anni da calciatore. Sarà dura recuperare la quotidianità, soprattutto per coloro che non hanno un’attività lavorativa fissa e che con il compenso da calciatore, avrebbero potuto per lo meno avere qualche soldo in tasca in più per soddisfare le proprie esigenze”. Occorre rimboccarsi le maniche senza piangersi addosso e guardare al futuro con positività. “Credo molto nella legge dell’attrazione – spiega Campironi – ovvero che nella propria vita si raccoglie ciò che si semina. Con pensieri positivi risulta assai più semplice allontanare la negatività. Soprattutto si cade solo quando non si ha il coraggio di rialzarsi”. Vigevano, che è diventata la città con il più alto tasso di contagiati a livello provinciale, trova anche nella determinazione di Campironi un barlume di speranza, una certezza da cui ripartire. E in quanto a determinazione il portierone ducale ne ha da vendere. Tre anni fa si è presentato al momento della firma del contratto che lo avrebbe reso a tutti gli effetti il numero uno vigevanese, con alle spalle un curriculum vitae di tutto rispetto. “A 10 anni – rivela il trentenne di oggi – ho avuto la fortuna di essere selezionato per militare nelle giovanili del Milan, dove ho avuto la possibilità di migliorarmi di giorno in giorno. La mia passione mi ha consentito di tagliare traguardi che ho sempre sognato fin dall’infanzia: ho vinto un campionato di serie C e ho ricevuto la possibilità di approdare in massima serie quando indossavo la casacca del Bologna”. Insomma si è tolto più di qualche sassolino delle scarpe Campironi, senza però tralasciare quel velo di umiltà tipico dei grandi campioni, che è stato fin da subito apprezzato dal pubblico dell’Antona. “A Vigevano ho trovato dei compagni di squadra con cui ho stretto dei bei legami di amicizia. Ne abbiamo trascorse tante insieme: dalla straordinaria promozione in Eccellenza alla retrocessione in Promozione dello scorso anno. Nonostante gli alti e i bassi, siamo sempre rimasti uniti. Questa stagione è iniziata con il piede sbagliato e quando, anche grazie al lavoro del ds Mancini che con nuovi innesti ha innalzato e non poco il livello tecnico della rosa, abbiamo inserito la marcia giusta, è scoppiata la pandemia e ci siamo dovuti fermare”. In un periodo di emergenza come quello che sta attraversando il Belpaese in queste settimane, è fondamentale restare uniti e non perdere la speranza. E il numero uno ducale può testimoniare che con la volontà non esistono ostacoli impossibili da affrontare e tutte le battaglie si possono vincere.