Soltanto incertezze nell’orizzonte dilettanti, mancano regole chiare

Ricominciare a settembre, mantenendo gli stessi gironi e lo stesso format. Questa sembrerebbe essere l’ipotesi più accreditata e che troverebbe favorevole la maggior parte dei dirigenti delle formazioni dilettantistiche, ma bisognerà aspettare fino al 5 marzo, quando scadrà il Dpcm attualmente ancora in vigore.

“Non c’è ancora nulla di ufficiale - afferma il ds del Mortara Maurizio Rovida (nella foto) - ma penso che faranno in modo di farci tornare in campo a settembre. L’idea di mantenere gli stessi gironi di quest’anno mi sembra la più sensata, considerando che abbiamo disputato solamente 3 partite. Una risposta definitiva spero che ci verrà data entro marzo, perché per il momento ci stiamo basando unicamente su ipotesi e voci di corridoi. Certo se ci verrà data la possibilità di riprendere con le attività di gruppo, per quanto difficile possa risultare, si potrebbe pensare ad una possibile ripartenza. Sarei contento di rivedere i miei ragazzi tornare a fare gruppo. Ma soprattutto tornare a divertirsi. Adesso stanno svolgendo nei propri domicili degli esercizi assegnati loro da mister Buttè. Non è certamente la stessa cosa, ma almeno mantengono un minimo di forma. Se proprio non si riprenderanno i campionati, si potrebbe comunque pensare di impiegare il tempo disputando qualche amichevole. Tra qualche settimana avremo sicuramente le idee più chiare e sapremo come doverci comportare”.

“Pensiamo a programmare bene la prossima stagione - spiega l’allenatore del Gambolò Paolo Maggi – adesso stanno lavorando per consentire la ripresa dell’Eccellenza, che è comunque un torneo con valenza nazionale. Ripartire tra un mese per noi, è letteralmente impossibile. Rischieremmo ancora di bloccarci qualora un giocatore o un membro dello staff dovesse risultare positivo al Covid. Inoltre anche solo giocando le partite dei giorni d’andata, saremmo costretti a scendere in campo anche d’estate. Non potendo nemmeno utilizzare gli spogliatoi e far fare la doccia ai giocatori, si corre il rischio di farli ammalare e non penso che questo sia il periodo adatto per contrarre un’influenza. Ripartiamo a settembre, con gli stessi gruppi ma con un regolamento sanitario più semplice da seguire per tutte le società”.

Edoardo Varese