Si raccoglie l’olio: le istruzioni (e i cassonetti) costano oltre 7mila euro

O sono piene, o sono rotte, o sono circondate da ogni altro tipo di rifiuto. Le cosiddette “olive” per la raccolta e lo smaltimento degli olii vegetali non sono mai state un punto di forza del servizio di igiene ambientale. La svolta è arrivata nell’ottobre del 2020 grazie ad una nuova convenzione con la quale il Comune ha affidato il servizio ad una nuova società. Che punta sull’immagine. Infatti, proprio nei giorni scorsi, in municipio sono comparsi dei volantini illustrativi che illustrano una realtà... di fantasia. Il confronto tra le foto riportate sui pieghevoli informativi e lo stato delle cose in città mostra chiaramente che qualcosa è andato storto. Sul fronte del volantino, riportato a caratteri cubitali, c’è anche la dicitura “L’amministrazione comunale vi informa, progetto per la raccolta dell’olio da cucina esausto prodotto dalle famiglie”. Però le immagini riportate riguardano evidentemente un altro Comune. Ma questo è un dettaglio rispetto al punto: i punti di raccolta dell’olio sono in realtà dei ricettacoli di immondizia di qualsiasi genere. La colpa è certamente anche, se non soprattutto, degli incivili che non rispettano le regole per lo smaltimento dell’immondizia.

Dall’altra parte, però, c’è anche un’amministrazione che ha investito 7mila e 283 euro per la fornitura e l’installazione di 10 cassonetti in metallo da parte della ditta Due Maich. Inoltre la convenzione prevede anche la fornitura e la consegna diretta alla cittadinanza di ben 7mila e 700 depliants (formato A4 pieghevoli) a colori che illustrano il servizio proposto. Una manciata di questa pioggia di volantini è ora presente in municipio.

Luca Degrandi