Sequestrato l’allevamento abusivo di maiali, ora gli animali sono stati affidati al Comune


CILAVEGNA – Sequestrata finalmente la porcilaia abusiva. Mercoledì scorso, 1 dicembre, dopo il risalto dato alla vicenda anche dai media nazionali, il pubblico ministero Paolo Mazza della procura di Pavia ha disposto il sequestro preventivo dell’allevamento situato alla periferia di Cilavegna.

Un passaggio necessario per poter spostare gli animali, che ora sono stati affidati in custodia al Comune.

“Ci stiamo organizzando – dice Giuseppe Colli, assessore e vicesindaco di Cilavegna – per la cura, e poi ci coordineremo con la Procura. Avevamo emesso un’ordinanza, girando ai custodi degli animali le prescrizioni date da Ats. Prescrizioni mai realmente attuate: il titolare ora è in carcere, la sua compagna non era evidentemente in grado di provvedere alle bestie. Noi stessi abbiamo provveduto anche a comprare il mangime, ma ci rendevamo conto che era necessario intervenire. Volevamo dare gli animali a chi è disponibile ad accoglierli”.

Probabilmente se ne faranno carico associazioni in seno alla Lav, la Lega Anti Vivisezione dell’Oltrepò pavese che per prima aveva lanciato l’allarme.

Il 2 settembre la polizia locale aveva scoperto questo allevamento abusivo, privo di codice azienda e quindi mai censito dal punto di vista sanitario. L’area, dove sono stati trovati anche rifiuti speciali pericolosi - amianto compreso - ospitava una sessantina di maiali, un asino, quattro bovini, alcuni avicoli e conigli, detenuti in condizioni di estremo degrado, oltre a un grande quantitativo di carni, salumi e formaggi destinati alla rivendita, non adeguatamente conservati ed in avanzato stato di decomposizione. In più container dedicati alla macellazione clandestina.

Ricoveri fatiscenti, animali denutriti e a volte malati.

Probabilmente alcuni acquirenti, ignari, hanno anche mangiato le loro carni.

Finora solo pochi animali sono stati adottati da chi ha impedito che andassero al macello.