Sempre più in alto! Recupero aree dismesse, il municipio aumenta i volumi delle costruzioni

Dopo nove anni cambieranno le regole di pianificazione del territorio: una rivoluzione urbanistica destinata a ridisegnare il volto del centro e delle periferie. Arriverà infatti il permesso a volumetrie più ampie in caso di ricostruzione di stabili demoliti e il via libera al cambio delle sagome preesistenti. Ma c’è anche il divieto al cambio di destinazione d’uso dei terreni agricoli ad uso residenziale. L’obiettivo dichiarato dell’amministrazione è quello di consentire il recupero delle aree dismesse e degradate, evitando allo stesso tempo il consumo di suolo. Una particolare attenzione sarà riservata alla riqualificazione del centro. In particolare spicca l’attenzione verso il cratere nell’area compresa tra via Tessera e via Avico. Da anni si attende una ricostruzione che non arriva. Nel cuore della città da anni c’è una cicatrice che deturpa l’aspetto del centro, a pochi passi dal municipio. Ora, però, l’assessore all’urbanistica Luigi Tarantola (nella foto) è pronto ad avviare la variante generale numero 3 al Piano di governo del territorio. Uno strumento votato all’unanimità in consiglio comunale nell’ormai lontano 2012 e che adesso deve essere aggiornato rispetto alle nuove esigenze del mercato e alla luce della crisi sanitaria e del settore dell’edilizia. “Stiamo parlando – spiega il vice sindaco Luigi Tarantola - di uno strumento strategico che regola gli aspetti produttivi, commerciali, agricoli, viabilistici e ambientali del territorio. Per questa ragione per redigere la variante generale ho intenzione di coinvolgere nel corso delle prossime settimane sia la commissione urbanistica, sia tutte le associazioni e parti sociali, comprese le scuole, i commercianti e gli industriali. Assieme a loro voglio discutere e raccogliere suggerimenti utili per produrre un variante che punti al miglioramento della città sotto tutti i punti di vista”. Tra le questioni di più difficile soluzione resta quello del recupero delle arre degradate. Non solo l’area Barbè. La città ha molti edifici abbandonati, lasciati all’inesorabile deterioramento del tempo. Ce ne sono nella centralissima via Roma, in corso Torino e in via Trento dove uno stabili pericolante si trova da mesi transennato in attesa del... crollo definitivo. O che il Comune paghi con soldi pubblici la necessaria demolizione. “Nell’aggiornamento del Pgt – continua l’assessore all’urbanistica – saranno rafforzati tre principi fondamentali. Il ridimensionamento del consumo del suolo e delle aree agricole, la riqualificazione della città di recente formazione e il rilancio della città storica. Per farlo daremo la possibilità agli imprenditori di effettuare delle ricostruzioni con maggiori volumetrie e, di conseguenza, anche con un cambio delle sagome esistenti in precedenza. Tutto questo non è previsto nel vecchio documento di piano. Però a distanza di dieci anni tutto è cambiato. Le esigenze sono diverse ed è impensabile imporre il rispetto delle vecchie sagome alle nuove costruzioni. Allo stesso tempo deve essere chiaro che ciò non significa che saranno permessi di grattacieli”. Per dirla in modo semplice, non si vedranno “mostri” come il condominio “Edra” di corso Garibaldi. Tutto sarà proporzionato e armonizzato secondo degli schemi validi isolato per isolato. Per il completamento dell’iter burocratico della variante generale numero tre saranno necessarie due votazioni in consiglio comunale: una per l’approvazione e l’altra per l’adozione della variante al Pgt. Tra le due sedute dovranno trascorrere 60 giorni, periodo entro il quale è permessa la presentazione di osservazione da parte dei soggetti interessati. Ci vorranno quindi alcuni mesi prima che il nuovo Piano diventi effettivo. L’ultima variante al Pgt risale al 2019 e riguardava la ditta IGM Resins, con sede in via Grocco, che è classificata come industria a rischio di incidente rilevante. Le novità riguardavano appunto il “rischio rilevante”, che due anni fa è stato ridotto.

Luca Degrandi