Scuola per adulti ancora senza sede: il problema ritorna ogni anno e Abbà suona la sveglia al Comune

C’è la didattica in presenza, quella a distanza... e poi c’è la “non didattica”. Cioè l’impossibilità di dare inizio alle lezioni per la mancanza di un luogo dove svolgerle. Un problema che ogni anni coinvolge il Centro provinciale per l’istruzione per adulti (Cpia). Si tratta ormai di una triste consuetudine: l’istituto è di nuovo senza una “casa”. Gli spazi messi a disposizione presso l’istituto Clerici sono troppo ridotti. Insufficienti per dare inizio ai corsi nel rispetto delle normi anti contagio. Però una soluzione ci sarebbe. A tendere la mano al Cpia è il comitato locale della Croce Rossa, disposto a concedere l’uso di alcuni locali di via Veneto. Manca però un interlocutore fondamentale: l’amministrazione comunale. Almeno questa è l’accusa che arriva dai banchi dell’opposizione. Insomma, il caso è anche politico. Infatti per per il terzo anno consecutivo, dopo quelle del 2018 e del 2019, il consigliere comunale Giuseppe Abbà ha presentato un’interpellanza per scuotere l’amministrazione. “Il Centro provinciale istruzione adulti - spiega il rappresentante del Partito della Rifondazione Comunista è un’importante istituzione scolastica che permette il recupero scolastico con il conseguimento del diploma di terza media, nonché l’integrazione linguistica degli immigrati, l’alfabetizzazione e i corsi di lingua aperti a tutti ed è equiparato alla scuola dell’obbligo. Per queste ragioni, in base alla legge e a numerose sentenze, spetta al Comune provvedere al suo funzionamento con locali ed arredi. Invece i corsi, a tutt’oggi, non sono ancora iniziati . Giustamente, ci sono pressioni e richieste da parte degli iscritti. Le difficoltà per la sede di Mortara persistono per quanto riguarda gli spazi alla Fondazione Clerici estremamente ridotti (due aule, di cui una sola effettivamente fruibile. Invece la Croce Rossa, nella sua vecchia sede nel retro di palazzo Cambieri, è disponibile a dare in uso al Centro istruzione adulti una sala al mattino per una spesa dopo tutto modica e che a tutt’oggi, l’amministrazione comunale, pur interpellata in merito, non ha dato alcuna risposta”.

Luca Degrandi