Scoppia la lite e lancia l’acido, ma colpisce due bambini: denunciata donna egiziana

VIGEVANO – L’acido era diretto al padre, ma ha colpito i due figli che si trovavano dietro. Storie di ordinaria follia a Vigevano domenica pomeriggio intorno alle 14 e 45. Due egiziani si “affrontavano” a colpi di idraulico liquido al culmine di una violentissima discussione. La donna, classe 1993, incinta, ha lanciato verso il vicino il contenuto della bottiglia, che contiene acido solforico al 98 per cento. L’uomo, 30 anni, molti precedenti alle spalle, lo ha schivato. Le vittime innocenti sono un bambino di 9 anni e la sorella di tre anni e mezzo, figli entrambi del trentenne. Numerose gocce li hanno colpiti e solo per miracolo non hanno leso gli occhi e il volto. Lei ha ustioni di terzo grado alla testa, al gomito sinistro e al polso destro. Il fratellino è stato raggiunto al braccio sinistro, al collo e alla guancia. Non sono in pericolo di vita. L’elisoccorso, atterrato nei pressi, è ripartito vuoto. I parenti sembrano essersi opposti al trasporto del bambino via elica all’ospedale di Bergamo. La sua destinazione è stata l’ospedale di Vigevano su un mezzo della Croce Azzurra. La bimba è arrivata al Niguarda di Milano in un’ambulanza della Croce Rossa, in prognosi riservata. I carabinieri di Vigevano, guidati dal tenente colonnello Emanuele Barbieri (nella foto), hanno inviato tre pattuglie per garantire l’ordine pubblico nel caseggiato. Sul posto anche la Polizia locale. Questa zona di strada San Marco, alla periferia sud della città, è infatti problematica, ad alto tasso di nuclei familiari stranieri e già nota alle cronache per altri episodi violenti. Molti residenti lamentano da tempo condizioni di insicurezza. Proprio i vicini hanno chiamato i soccorsi, attirati dalle urla atroci. Altri, invece, una volta tornata la calma (come risulta dalle testimonianze dirette) si sono scattati alcuni selfie con l’elisoccorso sullo sfondo, atterrato nel campo adiacente. I due sono dirimpettai e abitano a un piano di distanza. Sembra che si siano incontrati sulle scale e l’uomo le abbia rivolto commenti offensivi. Non i primi. La discussione è degenerata attirando anche la moglie del trentenne e i bambini. Dopo il lancio dell’acido si è creato il parapiglia e sono arrivati anche altri vicini. Per fortuna qualcuno ha chiamato i carabinieri, arrivati in un’atmosfera di estrema tensione. Quella più grave è da subito sembrata la bimba. La donna è stata denunciata per lesioni aggravate in stato di libertà, e non arrestata, proprio per il suo stato di gravidanza. Il trentenne egiziano, che per gli episodi di domenica per ora non dovrà rispondere di nessun reato, è ben noto alle forze dell’ordine. Qualche settimana fa aveva già ricevuto un’altra denuncia per resistenza a pubblico ufficiale. Dopo essere stato fermato a Vigevano durante i controlli Covid, trovato senza documenti, aveva iniziato a insultare i militari rimediando la querela.