Scaduto l’appalto del soccorso non urgente, la Cri ci riprova

Dopo due anni di sacrifici economici e una perdita di 160 mila euro ora si apre una nuova possibilità per la Croce Rossa. Infatti lo scorso 20 settembre è scaduto l’appalto che affidava il trasporto relativo ai servizi di soccorso secondario alla cooperativa “First aid one Italia”. Ma resta un grande punto di domanda: quando sarà indetto il nuovo bando? E quali saranno le condizioni indicate da Asst?

Nel 2018 era stata una vera e propria beffa per i soccorritori volontari della provincia di Pavia: il comitato provinciale non aveva neppure partecipato alla gara d’appalto a causa dei paletti inseriti proprio da Asst. Ora, però, la stessa Asst dovrebbe procedere ad una nuova assegnazione del servizio. Anzi, avrebbe dovuto farlo prima del 20 settembre, quando il contratto è scaduto. Invece, da allora, non si sa nulla sulle ambulanze che si occuperanno dei viaggi programmati per accompagnare persone inferme, infortunate o anziane agli appuntamenti ospedalieri. La cooperativa sociale aveva ricevuto l’incarico due anni fa, subentrando per la prima volta alla Croce Rossa Italiana che da sempre aveva svolto questo tipo di servizio. Il motivo della rinuncia di Cri era stato il limite dei prezzi inseriti da Asst nel bando di gara per l’assegnazione dei viaggi secondari, troppo bassi per sostenere il bilancio annuale delle associazioni della Croce nazionale. “Al momento non ci sono ancora novità, stiamo cercando di capire quali sono le intenzioni di Asst e quali tempi e costi saranno indicati nel bando di gara – spiega Umberto Fosterni, presidente del Comitato Cri di Mortara - Nei prossimi giorni ci incontreremo con i presidenti dei diversi comitati della provincia, insieme ad Alberto Piacentini, presidente della sezione di Pavia. Personalmente mi sembra che Asst vorrebbe tornare al passato, facendoci riprendere un servizio che abbiamo sempre svolto con le ambulanze di Croce Rossa. Discutendo con i presidenti dei diversi comitati però cercheremo di capire se le condizioni che verranno inserite nel bando di gara ci permetteranno di offrire il servizio senza finire l’anno in perdita”. Rinunciare ai trasporti secondari è stato per Croce Rossa una sconfitta, non solo per l’impegno morale di volontari e operatori, ma anche a livello economico. Per alcuni comitati perdere il servizio ha significato il licenziamento di alcuni operatori. “Il comitato di Mortara ha perso circa 80mila euro all’anno senza i trasporti secondari – racconta infatti Fosterni – Il nostro era un ospedale di riferimento, quindi terminare il servizio ha significato perdere molti soldi. Abbiamo cercato di rimediare alla perdita tirando un po’ la cinghia, ma ce l’abbiamo fatta soprattutto grazie alle donazioni sia materiali sia economiche che ci sono state fatte. Sotto questo aspetto l’emergenza Covid che ha sottratto tanto sotto diversi punti di vista è stata utile, perché ha sensibilizzato la popolazione verso la causa di Cri. Per fortuna la perdita non ci ha costretto a licenziare personale come invece è successo in altri comitati, e abbiamo risolto ridistribuendo soltanto i turni tra operatori e volontari. Qualche volontario che poteva seguire solo questo tipo di trasporto con il loro annullamento si è spento un po’, ma speriamo di riattivarlo seguendo di nuovo il servizio. Sicuramente riprendere sarà complicato, perché due anni di viaggi persi hanno distrutto la nostra macchina di volontari e di impiegati”.

Beatrice Mirimin