Rubavano all’Enel da due anni, danno da 11mila euro: manette per un marocchino e 5 romeni

MORTARA – Arrestati i vampiri dell’Enel. In due anni hanno succhiato corrente elettrica per almeno 11mila euro. Vivono tutti nello stesso fabbricato, assieme alle loro famiglie, e scroccavano l’energia elettrica a Enel Distribuzione tutti insieme appassionatamente. Nella perquisizione scattata domenica scorsa, 10 maggio, in seguito a un procedimento penale instaurato a seguito di una denuncia per furto e ricettazione sporta in altra Procura, i carabinieri della Stazione di Mortara hanno fatto scattare le manette ai polsi di sei persone. L’unico “straniero” è un 50enne marocchino, gli altri sono tutti romeni: un 41enne con precedenti, un 22enne con precedenti penali, una casalinga 18enne, una 46enne disoccupata con precedenti e una casalinga 35enne anch’essa con precedenti alle spalle. I militari della stazione di Mortara hanno accertato che le sei famiglie residenti nello stabile avevano allacciato illecitamente l’impianto elettrico dei propri appartamenti direttamente alla rete pubblica di Enel Distribuzione da almeno due anni, per un danno presunto di almeno undicimila euro. Il tutto riscontrato unitamente ai dipendenti di Enel, chiamati e intervenuti sul posto per gli accertamenti del caso. L’intervento degli elettricisti improvvisati era sì funzionale, ma anche estremamente artigianale. E per questo motivo le manomissioni sono state facilmente individuabili. Erano infatti ben visibili i cavi aggrovigliati collegati al salvavita: abbassando la leva del contatore, la fornitura di energia elettrica non si interrompeva. Il contatore, inoltre, non misurava la fornitura dell’energia elettrica, in quanto il misuratore era stato manomesso così come la vite antifrode ed erano stati collegati i cavi dell’impianto privato direttamente alla presa di alimentazione della rete elettrica di distribuzione. L’impianto elettrico abusivo presentava un allacciamento fraudolento sulla presa pubblica mediante rottura del contatore che ancora si trovava a terra ai piedi della stessa presa, completamente divelto dalla propria sede con i cavi dell’impianto privato allacciati direttamente sul cavo di alimentazione pubblica. A perquisizione in corso è andato in scena anche il goffo tentativo di scollegare un frigorifero per dimostrare che non era in corso un consumo di energia elettrica. All’arrivo dei carabinieri, infatti, uno degli arrestati aveva mangiato la foglia e aveva cercato di scollegare l’elettrodomestico dall’alimentazione elettrica. Peccato che i militari abbiano comunque notato la presenza del ghiaccio nella cella freezer che testimoniava come il frigo funzionasse benissimo fino all’arrivo dei militari e dei tecnici Enel.