Rubava mezzi da cantiere: mortarese 40enne beccato nel bresciano da Papaleo

MORTARA – Un inseguimento lungo trenta chilometri e terminato contro un guard rail di Pralboino, centro della bassa bresciana. Qui I. R. , 40enne pluripregiudicato di Mortara, è stato raggiunto dai carabinieri insieme al complice, un uomo di 50 anni del piacentino. I due malviventi sono considerati dei veri e propri “maghi di furti di mezzi”. Proprio per questo motivo venivano contattati spesso per “lavori” fuori zona, soprattutto in aziende e cantieri nella zona di Piacenza. Giovedì pomeriggio i carabinieri della compagnia di Cremona li hanno notati mentre percorrevano la tangenziale della città. Li comanda una vecchia conoscenza lomellina: il maggiore Rocco Papaleo (nella foto), col grado di capitano, ha condotto la compagnia dei carabinieri di Vigevano fino all’ottobre del 2017. Quel tratto viario era sotto osservazione da tempo. A maggio erano stati trovati alcuni furgoni, risultati oggetto di furto, regolarmente parcheggiati con targhe contraffatte o rubate. Il 50enne guidava un autocarro rubato il giorno prima, mentre il mortarese era al volante di una Ford Fiesta che faceva da staffetta. I carabinieri, dopo la lettura delle targhe e l’accertamento che il camion fosse rubato, hanno deciso di pedinarli fino a Pontevico, dall’altra parte dell’Oglio. Li aspettava un posto di blocco con due pattuglie della sezione radiomobile dei carabinieri. I due non si sono fermati all’alt. La fuga, lunga complessivamente 30 chilometri tra il pedinamento e l’inseguimento vero e proprio, è finita con l’autocarro contro un guard rail. Il 50enne ha abbandonato il mezzo pesante ed è fuggito tra le campagne, cercando di raggiungere un complice di 21 anni che lo aspettava a bordo di una Lancia Y. Il mortarese a bordo della Fiesta, invece, dopo aver posteggiato presso un bar di Milzano, sempre in provincia di Brescia, ha cercato di far perdere le proprie tracce percorrendo a piedi la pista ciclabile che portava verso Pralboino. Quando i militari lo hanno riacciuffato, ha iniziato a tirare calci e pugni prima di finire in manette. Con sé aveva 1.500 euro, con tutta evidenza il suo compenso per l’azione criminosa. Sull’autocarro, recuperato e già restituito al proprietario, erano state applicate targhe provento di un furto messo a segno nel piacentino. I due, arrestati, dovranno rispondere dei reati di furto aggravato, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Il complice della Lancia Y, anche lui piacentino, è stato denunciato per favoreggiamento personale.