Robbio: servizio civile nell’anno più duro. Otto ragazzi hanno vinto la sfida

ROBBIO - Dedizione, impegno, paura. Un anno di pandemia attraversato dai volontari del servizio civile in Croce Azzurra, un nuovo ottetto ha cominciato lunedì. Entrati da novellini ne escono formati e maturati, forti di un’esperienza unica e particolari. Quando lo scorso 15 gennaio gli otto ragazzi sono stati selezionati, come ogni anno, per entrare a far parte per un anno della squadra della Croce Azzurra robbiese tutto si sarebbero aspettati, meno che una pandemia li colpisse in pieno viso, dopo meno di due mesi di servizio. Il Ministero li ha posti davanti ad una scelta: rinchiudersi in casa lasciando il posto o rimboccarsi le maniche e proseguire. Sentito il senso del dovere di aiutare, tutti hanno scelto la seconda. Di fronte all’incertezza del futuro, in una situazione che sembrava incontrollabile e spaventosa, l’apporto che hanno dato per la popolazione robbiese è stato inestimabile. Le mansioni svolte, anche in collaborazione col Centro operativo comunale sono state numerose, come le corse in ambulanza e la loro organizzazione, la ricezione delle chiamate come centralinisti, ma anche la consegna di pasti, medicinali o spese per le persone in quarantena o impossibilitate a muoversi. A prendersi cura del gruppo come referenti e tutori sono stati principalmente Renato Orlandi, vicepresidente, e Gregorio Rossini, assessore ai Lavori pubblici e fervente volontario.

“Nonostante la pandemia - ha confermato - hanno tutti mantenuto l’impegno, mostrando spirito d’intraprendenza e personalità. Non posso che ringraziarli perché ci hanno dato una gran mano, cercando di superare tutte le difficoltà”.

Finita l’annata, lo scorso 14 gennaio, tre ragazzi hanno deciso di proseguire la propria formazione per il 118: Gaspare Magro, Simona Rocca e Ambra Scuderi. Altri due invece, Martina Guarischi e Danilo Rossini, figlio del tutore, hanno scelto di proseguire ed ingaggiarsi come volontari in Croce Azzurra. La prima ha in particolare ottenuto un importante ruolo nella gestione turnazione per il suo gruppo per le sue capacità organizzative.

“Inizialmente avevo deciso di entrare nel servizio civile grazie a mio nonno - ha spiegato -, che lavora in Croce Rossa come volontario da ormai sedici anni e mi ha sempre incuriosita. L’esperienza è stata unica, la rifarei senz’altro, ho avuto modo di conoscere tante realtà diverse, benché rischiassimo tutti, non ci siamo tirati indietro. Non vorrei che si pensasse che il tempo che tutto ciò occupa renda impossibile qualsiasi altra attività. Pur studiando, organizzandomi la settimana sono sempre riuscita a tenere tutto sotto controllo e nei tempi. I miei familiari ed i miei amici, vedendomi così felice per quello che facevo, mi hanno sempre sostenuta ed appoggiata”.

Un altro vantaggio che la ragazza non aveva, quando ha iniziato, erano le odierne conoscenze per gestire la situazione pandemica. Intraprendere tale attività non comporta solamente un ampliamento delle competenze, ma è anche capace di dare immense soddisfazioni. “Spesso - ha concluso Martina Guarischi - anche solo un sorriso dopo la consegna di qualche prodotto era capace di gratificare il lavoro che facevamo. Alla fine sono riuscita anche a convincere due amici, Alessandro Piciotti e Gabriele Signorelli, a proporre le candidature per quest’anno, e sono stati selezionati. Sarò lì per loro, e per tutti i nuovi arrivati”. Oltre ai due già citati, tra i nuovi membri del servizio civile si annoverano Luigia Maria Campese, Maria Grazia Girotto, Daniele Massei, Giorgia Medina, Giulia Pilotto e Gianluca Veronese.

Gabriele Tocchio