Robbio, scuola più tecnologica con il “Laboratorio del fare e del pensare”

ROBBIO - Docenti ed amministrazione inaugurano il “Laboratorio del fare e del pensare”. I ragazzi ottengono uno spazio fisico per i progetti di robotica, informatica e coding. Si è optato per il plesso della primaria Dante Alighieri, l’unico ad avere spazi sufficienti per mettere in piedi il laboratorio, che si snoda su uno spazio di 80 metri quadri in diversi ambienti comunicanti fra loro. All’entrata del laboratorio una targa riporta il principale promotore del progetto, il Pnsd, ovvero il Piano nazionale scuola digitale, e la dedicataria la dottoressa Ilaria Dorin, presidente del consiglio d’istituto dal 2018 fino al febbraio di quest’anno, mese della sua scomparsa. Il taglio del nastro del laboratorio è avvenuto venerdì 7 maggio, presenziato dal sindaco Roberto Francese, che ha accompagnato nel gesto il figlio della ex presidente del consiglio d’istituto, che ancora frequenta le scuole primarie. Si tratta in tutto e per tutto di un’aula moderna, con banchi staccabili e ricomponibili, dotata di ben 24 tablet e di Lim, lavagne interattive multimediali, di ultimissima generazione. L’innovazione ed il supporto della strumentazione tecnologica l’hanno fatta da padrona, il nuovo spazio sarà aperto a tutti gli alunni dei comuni che fanno parte fanno parte del gruppo delle scuole di robbiesi. Non è un caso che un luogo simile sia stato congegnato proprio a Robbio, e che sia poi stato finanziato dal Comune, con una spesa di 20mila euro. “Nel 2015 - ha spiegato la dirigente Maria di Benedetto - con la legge 107 è nato il Pnsd e sono state stabilite 55 diverse azioni da implementare nel sistema di apprendimento per lo sviluppo di una determinata competenza. La numero 7, con la quale abbiamo a che fare, comprendeva proprio la progettazione di ambienti di apprendimento innovativi per lo sviluppo del pensiero computazionale ed informatico. Il nostro istituto ha vinto il bando regionale, classificandosi tra le prime 7 scuole lombarde in gara, per la sperimentazione nel mondo del coding e le strategie di problem solving. Il progetto è poi iniziato nel 2018, quando ancora la reggente delle scuole era Stefania Pigorini (ora dirigente dell’istituto Omodeo a Mortara). L’ambiente - ha continuato la dirigente - sarà ottimale per lo sviluppo del pensiero creativo e l’apprendimento dell’informatica ad alti livelli. I ragazzi dovranno poi costruire e programmare dei robot con delle apposite applicazioni. Sicuramente - ha concluso - ci muoviamo in un ottica che tenta di distaccarsi dei metodi di apprendimento tradizionali, siamo sempre più rivolti verso una europeizzazione digitale e didattica”.

Gabriele Tocchio