Robbio piange Aldo Ghia, il custode di San Valeriano


ROBBIO - L’abbazia romanica non risuonerà più dei passi del proprio curatore. Addio ad Aldo Ghia, il paladino del decoro, dentro e fuori dal lavoro. Il volontario instancabile si è spento col vicino compianto dei cittadini. L’ultimo sospiro dell’ottantaduenne è giunto domenica 20 marzo, dall’ospedale di Mede. Una forza inesauribile lo portava a trattare la chiesa di San Valeriano come ne fosse stato il padre, forse proprio perché a sua volta sentiva la sincera accoglienza del Padre all’interno. Lo è stato per un’ultima volta ieri (martedì), con la recita del Rosario. Quando ancora lavorava, per mestiere era imbianchino. Ma non poteva mascherare la sua vena artistica, le sue decorazioni lo hanno reso noto a robbiesi e non. A quella chiesa ha regalato invece le attenzioni che si devolvono ad un anziano genitore. Spolverava le panche, innaffiava i fiori, prendeva le difese degli alberi circostanti. Sicché la restaurata abbazia in mattoni rossi viveva di uno spirito umano che ne perpetuava l’umanità. Lui apriva le porte ai pellegrini. Lui si intratteneva con loro. Lui offriva loro acqua per dissetarsi del viaggio. Una delle tante tappe della via Francigena diveniva così teatro di una cura cristiana spassionata. Non può che tesserne le lodi Giuliana Baldin, presidente di Pro Loco e per tanto tempo sua collaboratrice “Un grande uomo - sancisce -: ci mancherà tantissimo”.