Ripartenza, le preoccupazioni di Ascom: Edo Rossi, “La strada è in salita”

Si lavora con difficoltà, giorno dopo giorno, decisione dopo decisione (del Governo). E per il mondo del commercio non c’è niente di peggio dell’incertezza. Il quadro che dipinge Edoardo Rossi (nella foto), presidente di Ascom Mortara, sulla “ripartenza” è indubbiamente a tinte fosche.

“La mancanza di certezze è il nostro più grande problema. E siamo costretti a lavorare così da un anno a questa parte!”, sbotta Edoardo Rossi. Un commento che sottolinea come dal Governo Conte bis al Governo Draghi è cambiato poco o nulla.

Rossi prova ad analizzare la situazione sia nel ruolo di imprenditore che in quello più “istituzionale” di presidente Ascom.

“La ripartenza è indubbiamente molto difficoltosa, - spiega - in questi giorni stiamo ancora cercando di capire i parametri legati ai plateatici. Il banqueting e il catering, ad esempio, non sono ancora stati autorizzati nemmeno all’aperto. La strada è in salita!”.

Un commento che non è intriso di pessimismo, ma che si limita ad analizzare la situazione attuale con un occhio critico. Il settore del commercio attraversa una sofferenza globale, oggi i fari si accendono su bar e ristoranti, ma non è che gli altri se la stiano passando meglio. Anzi!

“Bar e ristoranti si sono organizzati come hanno potuto, anche se potevano essere operativi in totale sicurezza anche all’interno dei locali. - aggiunge il presidente di Ascom Mortara - L’obiettivo di queste norme è ancora quello di colpire la movida? Chi pensa a questo non capisce che c’è un intero sistema che è entrato in sofferenza: ristoranti e bar che non lavorano, mettono in sofferenza i fornitori che a loro volta si ripercuotono sulle aziende che producono generi alimentari o anche solo articoli che vengono impiegati nelle attività al dettaglio. Questo effetto domino, poi, finisce per travolgere anche gli altri esercenti”. Una città, in fin dei conti, è una comunità che funziona solo se è “viva”. Se invece è “spenta”, come è oggi, tende a decadere. E finisce per morire.

Poi, ancora, c’è la questione coprifuoco. Un incubo che paralizza le attività che vorrebbero ripartire. “Oggi assistiamo ad una battaglia tra chi sostiene il coprifuoco alle 22 e chi lo vorrebbe alle 23. - aggiunge Rossi - La politica, purtroppo lo sta dimostrando ad ogni livello, non ha visione. Ci vogliono costringere ad una selezione naturale? Basta che lo dicano!”. La stilettata, ovviamente, non è tanto al Governo, quanto al municipio di Mortara, ingessato (e silenzioso) sulle proprie posizioni dalla fine del mese di gennaio.