Riccardo Novella, il gravellonese medaglia d’oro nel para rafting che domina le rapide d’Oltralpe

GRAVELLONA - Novella il novellino è sul tetto del mondo: “Ce l’abbiamo fatta”. A soli 4 anni dall’inizio della pratica agonistica il gravellonese porta gli azzurri di para rafting a vincere i Mondiali a L’Argentière-la-Bessée. Il fiume Durance, a sole due ore di macchina da Torino, ha ospitato la scorsa settimana le tre gare della competizione. L’equipaggio italiano, composto dal gravellonese Riccardo Novella, e dai tre compagni Marco Montagna, Carlo Benciolini e Nicola Speri, ha trionfato per la prima volta mercoledì scorso, 30 giugno, guadagnandosi l’oro nella “down river”, una gara di pura forza che necessita il raggiungimento della maggior velocità possibile per scendere il fiume con il tempo migliore. Il giorno dopo i quattro hanno tenuto le aspettative alte, raggiungendo questa volta l’argento, alle spalle dei francesi padroni di casa, nella gara di slalom. Il massimo è però arrivato sabato, dopo un giorno di riposo, con l’ultimo oro nella Rx, la gara più adrenalinica, nella quale i gommoni arrivano ad urtarsi e colpirsi per riuscire a superare degli stretti pali lungo il corso del fiume. A conti fatti, il punteggio più alto se lo sono portati a casa gli Azzurri. Sembra una favola. Riccardo Novella parte come agricoltore, subisce un infortunio sul lavoro e riesce poi a rimettersi in pista, ritrovando il proprio equilibrio con un sport che si gioca in gran parte proprio sul mantenimento della stabilità. “Ho sempre avuto una passione per gli sport fluviali - racconta - ed ora, avendo un lavoro part-time, riesco a dedicarmici tutti i giorni al Cus di Pavia, e settimanalmente con la Nazionale a Saluggia, nel vercellese. Ogni mattina mi sveglio ed ho il mio obiettivo in testa, anche se non sono partito immaginandomi ai mondiali. Tuttora non me ne capacito, questo sport mi dà tanto, e per me è pura passione. Devo tanto anche agli allenatori, Elena Bragastini e Paolo Benciolini, che ci hanno dato un’ottima preparazione. D’altronde sono del 1969, molti degli atleti delle altre 17 Nazioni erano di gran lunga più giovani, ed io sono stato selezionato per la Nazionale solo nel 2019. Si lavora duro per compensare gli svantaggi dovuti all’età, è puro sacrificio e amore, guadagni non ce ne sono ed una volta che arrivi là sai che dovrai confrontarti con altri senza sapere precisamente come andrà a finire, soprattutto se, come nel mio caso, è la prima volta”. Tra l’incredulità e la felicità la testa è proiettata al futuro. L’obiettivo corrente della FiRaft è quello di entrare alle Paralimpiadi, al pari della canoa, e questa vittoria è un passo avanti. Riccardo Novella e i suoi hanno già scritto una pagina della storia dello sport italiano.

Gabriele Tocchio