Reddito di cittadinanza, indagini dell’Arma: in provincia 170 truffatori, un danno da mezzo milione


PAVIA – Quasi mezzo milione di reddito di cittadinanza finiti nelle tasche di chi non aveva diritto. Vengono genericamente definiti “furbetti”, ma sono a tutti gli effetti dei delinquenti. Nell’ultimo anno e mezzo, i carabinieri del Comando provinciale di Pavia, con il personale del Nucleo ispettorato del lavoro, hanno denunciato 170 persone che hanno percepito il reddito di cittadinanza senza avere i requisiti necessari. Una maxi indagine che ha portato alla luce quasi mezzo milione di euro sottratto illegalmente alle casse dello Stato.

Il reddito “facile” ingolosisce soprattutto gli stranieri. Soltanto 30 su 170 sono gli italiani che hanno truffato per ottenere la “paghetta di Stato”. I 140 stranieri truffatori sono divisi per otto nazionalità differenti: ben 128 sono romeni, 4 sono nigeriani, 2 sono originari dell’Egitto così come 2 sono marocchini e i restanti quattro provengono da Perù, Albania, Guinea e Camerun.

Tutti sono stati ritenuti responsabili, a vario titolo ed alcuni in concorso tra loro, dei reati di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico e percezione indebita, tentata o consumata, del reddito di cittadinanza.

Tra gli stranieri deferiti si evidenzia il cittadino romeno S.C., tratto in arresto in flagranza di reato nel mentre tentava di presentare istanza per la percezione del reddito di cittadinanza, esibendo documenti di riconoscimento rumeni ed attestazione di residenza con intestazione del Comune di Pavia contraffatti.

Durante la fase degli accertamenti nei confronti dei denunciati, i militari accertavano vari modus operandi finalizzati ad ottenere la carta per la percezione del reddito di cittadinanza, evidenziando in particolare che alcuni soggetti hanno agito in concorso tra loro, organizzando una vera e propria associazione criminale finalizzata all’ottenimento illecito del reddito

Inizialmente si presentavano presso l’Ufficio Postale prescelto cercando di convincere gli impiegati degli sportelli dell’autenticità della documentazione esibita, cercando di raggirali affinché concludessero la procedura per l’erogazione del “bonus”. In seguito presentavano, quale documento identificativo, attestazioni di soggiorno permanente per cittadini dell’unione europea emessa dal Comune di Milano, palesemente contraffatte. In ultimo il truffatore, accompagnato dalle stesse persone, presentava più domande, cercando di travisarsi nel volto e nei vestiti al fine di raggiare gli impiegati addetti alla ricezione della domanda.

Sui soggetti, di nazionalità sia straniera che italiana, che agivano da soli è emerso in particolare che presentavano false attestazioni e dichiarazioni, quali la dichiarazione sostitutiva unica per la richiesta dell’Isee o l’autocertificazione attestanti lo stato di famiglia, omettendo di dichiarare lo stato di convivenza; inoltre omettevano di indicare i componenti del nucleo familiare percettori di reddito, dichiarando falsamente di vivere da soli o con persone prive di reddito.

Ma le dichiarazioni mendaci non si limitavano a questo. I truffatori omettevano di dichiarare la proprietà di immobili e di veicoli, così come dichiaravano false residenze e, sempre molto “sbadatamente” omettevano di dichiarare il loro stato di detenzione domiciliare.

La maxi operazione che si è svolto sotta la regia del Comando provinciale dell’Arma ha comportato la valutazione della posizione di oltre mille persone percettrici di reddito di cittadinanza e ha permesso di accertare un ammontare complessivo dei redditi indebitamente percepiti corrispondente a circa 490mila e 500 euro.