Quando affronta Zanellati, Ciardiello si esalta. All’Expo serve un miracolo per evitare i playout

MORTARA - L’ex pupillo di Alfonso Zanellati, Luca Ciardiello (nella foto) ha 37 anni, e il suo ruolo, per motivi anagrafici, consiste nell’essere un po’ guru, un po’ chioccia per le giovani generazioni cestistiche gallaratesi. Eppure, puntuale e precisa come una sveglia biologica, l’aria della Lomellina e soprattutto l’incontro con il suo ex allenatore lo galvanizzano e lo trasformano in un supereroe e, a ogni stagione le sue statistiche personali hanno sempre un guizzo che si accende a contatto con il PalaGuglieri. Miracolo che si è verificato anche sabato scorso, quando la partita sembrava risolutamente nelle mani dei padroni di casa. Con una bomba di Stonkus al 24’, Mortara si portava sul 59-37, il divario si ampliava ancora al 26’ grazie a un notevole assist di Gabriele Facchi per il lituano che, implacabile, siglava il 63-39. Di fronte a questa débâcle annunciata, gli ospiti cambiano registro, e iniziano a menare come fabbri indemoniati, tanto che, sul suono della sirena, Zanellati apostrofava gli arbitri stigmatizzando quella pericolosa deriva che stava trasformando il match in una “caccia all’uomo”. Al 34’, due triple infilate una via l’altra con freddezza dal già citato capitano gallaratese riportava i varesini a contatto (68-61), e al 39’ sarà ancora lo stesso Ciardiello (nel frattempo coadiuvato da Clerici, 21 punti il suo score finale) a firmare il canestro della minima distanza (72-71), prima del sorpasso effettuato da Calzavara (72-73), cui faranno seguito tre liberi realizzati da Clerici che daranno a Gallarate la vittoria finale.

“Poco prima dell’inizio della seconda parte – ricostruisce Alfonso Zanellati – loro hanno iniziato a metterla su quel piano lì, delle botte fine a se stesse, volte a intimidirci e a impedirci di giocare e noi, inevitabilmente, abbiamo finito per soccombere a causa della nostra inesperienza e della nostra gioventù. Sia chiaro che noi non cerchiamo alibi e che dovevamo vincerla lo stesso, abbiamo sbagliato troppi tiri liberi, troppi tiri da sotto. Siamo finiti nel panico più totale, e questo comportamento è da ascrivere alla nostra mancanza di carattere, siamo indietro da questo punto di vista, ma siamo giovani e siamo caduti ingenuamente nella trappola che gli avversari ci hanno teso. Nel finale Bonesso e Stonkus sono praticamente scomparsi, e la loro stanchezza, forse, non era proprio solo ed esclusivamente fisica, erano anche poco lucidi. Ho cercato più vote di fare riposare almeno Bonesso, ma la malasorte si è accaniya ancora una volta contro di noi, togliendoci un altro giocatore, oltre ai due infortunati (Muzio e Sacchi). Bruno Invernizzi ha dovuto uscire dal campo con un polso dolorante, presumibilmente fratturato, e la sua assenza si è rivelata decisamente pesante. Un’altra tegola di cui avremmo fatto volentieri a meno, soprattutto perché siamo attesi da un impegno infrasettimanale, il recupero del match con Gazzada”.

Nevina Andreta