Prenotazioni “anti virus” sui treni, il niet di MiMoAl: pendolari penalizzati

Addio alla frase “biglietti prego”. I controllori sui treni diranno invece “prenotazione prego”. Infatti il progetto è proprio questo: rendere obbligatoria la prenotazione anche sulle tratte regionali. Una rivoluzione nel modo di utilizzo del trasporto pubblico già ipotizzata dall’Agenzia della mobilità del Piemonte. E Trenord sembra essere favorevole ad un progetto che potrebbe riguardare tutta Italia. Tanto che i pendolari della linea Mortara – Milano, riuniti nell’associazione MiMoAl (nella foto), già temono il peggio. Pur consapevoli che anche dopo la fine del lockdown e con la riapertura di scuole e fabbriche nulla potrà tornare immediatamente come prima, l’Associazione boccia l’idea dell’obbligo di prenotazione. “Come temevamo – commentano dall’associazione MiMoAl - la schizofrenia da Covid-19 porta a prevedere provvedimenti assurdi come quella della prenotazione obbligatoria dei treni regionali. Provvedimento assurdo perché negli orari di punta gli abbonati superano già la capienza dei treni. Si vuole per caso far partire le persone prima e farle tornare più tardi o è un modo per farli andare tutti in auto congestionando le strade ed aumentando l’inquinamento? Non sempre vengono utilizzati tutti i giorni gli stessi rotabili per il servizio quindi, per esempio, il treno che parte alle 7 e 15 ogni giorno potrebbe avere una capienza diversa. In questo caso cosa accade, dei pendolari saranno costretti a rimanere a terra?”. Le domande e i dubbi dei pendolari sono tante. E il pensiero che il nuovo sistema possa essere ben organizzato è un sogno difficile da immaginare. Soprattutto perché da anni la linea Mortara – Milano è coperta da un servizio non degno di un paese civile. E l’elenco dei problemi che possono sorgere continua. “Con la prenotazione obbligatoria, se un treno viene soppresso - aggiungono i pendolari - non si può più prendere il treno successivo. Inoltre nel servizio ferroviario regionale, che in prossimità delle grandi città diventa suburbano con frequenze di 15 minuti tra una corsa e l’altra, è fondamentale la semplicità e la scorrevolezza dell’accesso al servizio. Dall’integrazione tariffaria agli orari cadenzati. Con la prenotazione obbligatoria tutto questo va a gambe all’aria. Infatti si complicherebbe di molto, per non dire che si impedirebbe del tutto, quella mobilità occasionale che già adesso è molto consistente intorno al 50 per cento del totale dei passeggeri di Trenord per esempio. Senza contare che si dà per scontato che la rete di vendita ed ogni singolo cittadino siano attrezzati in modalità digitale. Cosa che non è al 100 per cento”. I motivi per non rendere obbligatoria la prenotazione sono tanti. Tantissimi a detta degli stessi utilizzatori dei mezzi. Ed è proprio grazie a questo bagaglio di esperienza diretta e concreta, costellata da disagi e disservizi, che l’Associazione avanza le sue proposte. Su tutte quella di una modifica degli orari di lavoro e studio per scaglionare meglio l’affluenza. “Ma non è tutto - proseguono dall’associazione – è fondamentale che si continui a viaggiare nel rispetto delle distanze minime. Per rendere possibile questo principio sacrosanto sul trasporto su ferro è necessario ripristinare tutte le corse sostituite con autobus da dicembre 2018. Inoltre è opportuno prevedere composizioni con più carrozze rispetto all’attuale, oppure materiale rotabile più capiente, per esempio invece di 6 carrozze a piano ribassato prevederne 8 oppure 6 doppio piano. Anche l’igienizzazione costante del materiale rotabile deve essere una priorità. Non solo nei depositi e nei parchi, ma anche nei punti di sosta ove questa sia pari o superiore ai 60 minuti. Suggeriamo infine il potenziamento dei servizi di bike sharing, per la condivisione di biciclette, e l’integrazione tariffaria diffusa senza penalizzazione per i viaggiatori.

Luca Degrandi