Pre e post scuola, si parte domani con la “fase esplorativa”: costerà alle famiglie 150 euro al mese

Il servizio di pre e post scuola partirà domani, primo ottobre, esattamente come assicurato dall’assessore all’istruzione Luigi (Gerry) Tarantola (nella foto). E non è l’unica promessa mantenuta: infatti anche la previsione che si tratterà di una mazzata per le tasche delle famiglie è stata rispettata. Si passa da 180 euro all’anno agli attuali 150 euro al mese. Un salasso che pochi potranno reggere. Somma che si raddoppia se si hanno due figli. Non è previsto alcuno “sconto famiglia”.

Però, assicurano dall’amministrazione, l’alternativa sarebbe potuta essere solo una. Quella di non effettuare il servizio. Invece al momento 31 famiglie hanno confermato il loro “sì” alla email inviata nei giorni scorsi dal municipio di piazza Martiri della Libertà. Una sorta di indagine conoscitiva fatta sui circa 45 pre iscritti al servizio. “In molti Comuni hanno rinunciato, si sono arresi ai costi e alle difficoltà – spiega il vicesindaco Luigi Tarantola – invece noi abbiamo voluto fortemente continuare ad offrire questo importante servizio a favore delle famiglie. Quasi indispensabile soprattutto quando ambedue i genitori lavorano. Capisco che si tratta di una somma molto importante, ma non bisogna dimenticare che siamo ancora in stato di emergenza. E noi, seppur chiedendo un sacrificio alle famiglie, stiamo garantendo un servizio a domanda individuale, cioè non obbligatorio, per il quale lo Stato non ha fornito ancora nessun tipo di aiuto economico”. Per il servizio di pre e post scuola dal Governo centrale non sono arrivati soldi, ma solo diverse regole da rispettare. Per il contenimento del virus c’è un protocollo molto stringente. Aboliti gli aspetti ludico e ricreativi, tipici dell’accoglienza pre e post scuola. I bambini saranno costretti a rimanere seduti al proprio posto, rispettando il metro di distanza, e rimanendo confinati nell’ambito di piccoli gruppi insieme a un educatore. Proprio questo è l’aspetto che ha determinato l’aumento esponenziale dei costi.

“Fino all’anno scorso c’era un rapporto tra utenti e operatori di uno a 25. Oggi le cose sono molto diverse. E più costose. Per i bambini dell’infanzia, cioè quelli di età compresa tra i 3 e i 5 anni, deve essere rispettato il rapporto di un operatore ogni cinque bambini. Per quanto riguarda la scuola primaria il rapporto è di uno a sette. A queste condizioni è necessario assumere una decina di assistenti. Per questo il costo diventa così alto. Inoltre il Comune sostiene anche le spese per fornire l’igienizzante per i bambini e per svolgere l’igienizzazione dei locali quattro volte al giorno. Fino alla fine dell’anno abbiamo stanziato 11mila euro. La speranza è però che le cose possano migliorare. Se le norme di sicurezza si dovessero allentare allora procederemo immediatamente ad una riduzione dei costi. Anche perché, ed è bene ricordarlo sempre, stiamo parlando di un servizio sul quale non ci può essere alcun tipo di speculazione economica. Non ammetto che qualcuno strumentalizzi politicamente la vicenda insinuando che l’amministrazione cerchi un qualche vantaggio economico”.

Per quanto riguarda i locali utilizzati, resteranno gli stessi dell’anno scorso. Le due aule, dell’ex refettorio, alle elementari, e un’aula alla scuola dell’infanzia. Per ora non è necessario l’uso della palestra di via Zanetti. “In ogni caso – conclude l’assessore – c’è la massima disponibilità da parte dell’assessore allo sport per un eventuale impiego della palestra, qualora dovesse essere necessario. Inoltre ringrazio tutti gli uffici e i colleghi Paola Baldin, Marco Vecchio, Marco Facchinotti, e il segretario comunale per il grande lavoro svolto. É da settimane che siamo impegnati su questo tema. Continueremo ad essere attenti per cogliere ogni occasione che potrebbe permetterci di abbassare i costi”.

Luca Degrandi