Pollini e Omodeo: gli studenti promuovono la didattica a distanza, ma l’esame “ridotto” fa paura

Aggiornato il: apr 27

Gli studenti delle superiori tra l’incertezza per il futuro e la paura della maturità. Le misure straordinarie adottate per far fronte all’emergenza da Covid-19 non hanno lasciato scampo nemmeno agli alunni di Omodeo (nella foto) e Pollini, che si sono ritrovati insieme ai loro professori a dover proseguire la loro istruzione da remoto, adattandosi alle necessità imposte dalla situazione straordinaria. I ragazzi proseguiranno con la didattica a distanza fino al termine delle lezioni a giugno, senza tornare tra i banchi. “È una cosa giusta farci ricominciare a settembre visti i numerosi contagi che hanno colpito la nostra zona – commenta Jason Balla, tra i rappresentanti degli studenti dell’istituto “Ciro Pollini” - anche perché grazie alle lezioni online riusciamo a svolgere, seppur con qualche difficoltà, sia le lezioni che le prove di valutazione. Considerato l’affollamento scolastico, penso che anche dopo la riapertura delle scuole gli studenti dovranno restare con le mascherine almeno in un primo periodo, così come si dovranno eliminare il più possibile gli spostamenti una volta finita la quarantena”. Sulla ripartenza delle lezioni a settembre, gli studenti però rimangono scettici. L’incertezza del momento li ha colpiti nel profondo, fiduciosi però che qualunque decisione verrà intrapresa sarà nel rispetto e nella tutela della salute di tutte le persone che affollano la scuola. Ma se il nuovo inizio di settembre sarà comunque caratterizzato da qualche restrizione, il grande interrogativo per i ragazzi più grandi ora è lo svolgimento dell’esame di maturità. “Questo è un momento molto forte per tutti noi maturandi che solo in questi giorni stiamo ricevendo delle risposte più concrete. – è il parere di Tiziana Tornielli, studentessa dell’ultimo anno del liceo linguistico e tra i rappresentanti d’istituto all’istituto “Angelo Omodeo” - Siamo un po’ preoccupati anche per la nostra preparazione, che sarebbe stata sicuramente più solida frequentando le regolari lezioni in presenza, ma conosciamo la situazione e speriamo comunque finisca nel migliore dei modi, con delle valutazioni che rispettino il nostro profilo dei cinque anni. Come maturanda spero tanto che si riesca a trovare un modo per fare il colloquio a scuola, rispettando ovviamente tutte le misure di sicurezza, perché mi dispiacerebbe dover sostenere l’esame online. Trovo che con una prova da remoto si perdano tutte le emozioni di quando la si svolge in una classe, di fronte ad una commissione disposta ad ascoltare solo te”. La pallida speranza di sostenere il colloquio d'esame dal vivo resta forte, così come è ben radicata negli studenti la responsabilità nell’affrontare una prova che segna quasi un passaggio tra l’adolescenza e l’età adulta, anche se per quest’anno sarà a quanto pare in forma ridotta. “Per l’esame di maturità stiamo facendo piano piano il punto della situazione del programma svolto e ancora da svolgere per ogni materia, modificando anche il modo di fare lezione per le materie più pratiche, rendendole più espositive e discorsive possibile - spiega Niccolò Cocchetti, studente all’ultimo anno dell’istituto “Omodeo” - Anche se molti ci considerano fortunati per questa riduzione dell’esame, noi non ci sentiamo tali da prenderlo sotto gamba, anche perché l’agitazione c’è e ci sarà sempre per questo tipo di prova. Di certo senza prove scritte è stato alleggerito, ma comunque si richiede lo stesso una buona preparazione che va coltivata nel tempo. I professori ci hanno fatto capire chiaramente, forse per timore di una nostra leggerezza, che essere tutti ammessi all’esame non significa essere tutti promossi”.

Beatrice Mirimin