Per la torre idrica di via Marsala un maxi lifting da 250mila euro: è anche un patrimonio storico

La torre idrica di via Marsala rimarrà “fasciata” per oltre cinque mesi, il tempo necessario per un super intervento di manutenzione dal costo che supera i 250mila euro. Sotto i teli semi trasparenti una complessa impalcatura per consentire una ristrutturazione che metterà in sicurezza, anche dal punto di vista sismico, il manufatto che risale alla fine degli anni venti e ha una capacità di 250 metri cubi (un decimo della piscina di Mortara). Un vero e proprio pezzo di storia della città. L’acquedotto di via Marsala è infatti il più antico dei tre presenti in città. E i segni del tempo si vedono. Tanto che per rimettere a nuovo il manufatto Simone Ciaramella, presidente di AsMortara, ha chiesto l’intervento dei massimi esperti in questo campo. A progettare e dirigere i lavori sono gli ingegneri Lorenzo Jurina e Edoardo Radaelli che vantano all’attivo un’esperienza maturata su altre 25 torri idriche. “Quello di Mortara – spiega Lorenzo Jurina – è un serbatoio di tipo Hintze, con struttura di calcestruzzo armato e finiture in muratura. Con il passare degli anni, però, si sono moltiplicati i fenomeni di carbonatazione. Si tratta di un processo di deterioramento del calcestruzzo armato che può portare a gravi rischi. Quindi per consolidare il fabbricato procederemo ad un primo intervento di carattere globale che prevede l’inserimento di un sistema di controventi a croce di Sant’Andrea. Poi, a livello locale, è prevista l’applicazione di fasciature tramite Frp con fibre di carbonio. Tutto questo processo garantirà una tenuta maggiore alle sollecitazioni orizzontali dovute al vento, alle micro scosse e ai rumori”. Solo per collocare il ponteggio ci è voluto un mese. Tempo permettendo, ce ne vorranno altri cinque per il completamento dell’opera. Per tutto questo periodo l’acqua pescata dal pozzo di via Marsala arriverà ai rubinetti delle abitazioni attraverso un sistema di pompe. Per questa ragione in alcune punti della città sarà visibile l’effetto “acqua bianca” dovuta alla maggiore presenza di ossigeno. “Mentre Pavia Acque spinge per l’abbattimento dei vecchi manufatti – aggiunge Simone Ciaramella – noi abbiamo scelto di percorrere la strada del risparmio energetico. Infatti grazie alle torri idriche pensili la pressione dell’acqua è a caduta e non si utilizza energia elettrica per spingerla nei rubinetti delle abitazioni. L’unico consumo di energia è quello necessario per spingere l’acqua in cima al serbatoio. Inoltre la base della torre diventerà una sorta di aula studio aperta a tutte le scuole, di ogni ordine e grado. La nostra idea è quella di realizzare un mini impianto di potabilizzazione in modo da mostrare agli studenti il processo che sta alla base della depurazione dell’acqua”. Il manufatto si trova a pochi passi dalle elementari e dall’istituto Pollini e ciò rende ancora più semplice il progetto di collaborazione con le scuole. Infine anche il primo cittadino Marco Facchinotti ha voluto dare il suo contributo creativo. “Magari non si potrà dipingere un’oca gigantesca su un manufatto alto 35 metri, però qualche scritta sulla città dell’oca non sarebbe una cattiva idea”. Infine le rassicurazione dell’ingegnere Barbara Crotti, responsabile Unico del Procedimento di AsMortara, sulla qualità “dell’acqua del sindaco”: i controlli sono ferrei e il piano sulla sicurezza dell’acqua dà ampie garanzie sulla bontà dell’oro blu.

Luca Degrandi