Per imprese e partite Iva c’è il maxi indennizzo, Silvia Piani: "La Regione a fianco dei cittadini"

Sul piatto ci sono 167 milioni e sono destinati a tutte le categorie dimenticate dal Governo Conte. Partite Iva, micro e piccole imprese, medie imprese, lavoratori parasubordinati: nessuno resta indietro, tutti potranno beneficiare degli indennizzi di Regione Lombardia. La locomotiva economica d’Italia, dunque, anche nel pieno della “seconda ondata” non rinuncia al proprio ruolo. A presentare le misure emergenziali varate a Palazzo Lombardia è la mortarese Silvia Piani (nella foto), assessore regionale alle Politiche per la Famiglia, Genitorialità e Pari Opportunità. “Si tratta di un pacchetto di misure considerevoli, destinate alle categorie bistrattate dal Governo o che Roma ha aiutato poco e male. - commenta l’assessore regionale - Regione Lombardia ha stanziato una cifra importante, ma non possiamo pensare di sostituirci allo Stato: la misura “Sì! Lombardia” con i suoi 54 milioni è una novità assoluta, mentre le altre sono state misure rifinanziate a vantaggio delle categorie maggiormente penalizzate dall’emergenza Coronavirus”. Tra le novità del “Sì! Lombardia” c’è la gestione delle domande e l’erogazione del credito: niente “click day” per intasare i sistemi informatici regionali, ma una serie di finestre in cui micro imprese e lavoratori autonomi possono presentare la domanda attraverso il sito internet della Regione nella sezione bandi on line. E se da un lato il Pirellone ha evitato la pietosa gara del “click day”, dall’altro ha dato anche una bella sforbiciata alla burocrazia: “Regione Lombardia ha puntato molto sulla semplificazione - chiarisce Silvia Piani - anche se per la pubblica amministrazione ha alcuni paletti imprescindibili. Tuttavia sono pochi i documenti che imprese e lavoratori dovranno caricare sul sito, ma tra questi deve necessariamente esserci l’Iban dove verrà effettuato il bonifico dalle casse regionali. L’erogazione avverrà in tempi rapidi, altrimenti verrebbe meno l’urgenza del provvedimento”. La misura “Sì! Lombardia” prevede contributi a fondo perduto di 54,5 milioni di euro, di cui 40,5 milioni a favore delle micro imprese (indennizzo da 1.000 fino a 2.000 euro per impresa) e 14 milioni per i lavoratori autonomi con partita Iva individuale (indennizzo di 1.000 euro) non iscritti al registro delle imprese operanti in Lombardia. La finestra per le presentazione delle micro imprese si è aperta lunedì scorso, 23 novembre, e proseguirà fino a venerdì 27: il pagamento verrà effettuato entro il 31 dicembre. Le domande delle partite Iva individuali potranno essere presentate da lunedì 11 a venerdì 15 gennaio e il pagamento avverrà entro il 24. Il contributo a fondo perduto una tantum a titolo di indennizzo è senza vincolo di rendicontazione delle spese connesse. Ogni impresa o lavoratore autonomo con partita Iva individuale può presentare una sola domanda di agevolazione di cui alla misura “Sì! Lombardia”. L’indennizzo lombardo è cumulabile con quelli statali. “In Lombardia stiamo attraversando una crisi economica profonda. - aggiunge l’esponente leghista mortarese - Il primo lockdown ha dato uno schiaffo forte alla nostra realtà economica, oggi c’è qualche problema in meno però resta il problema di filiera: se è chiuso il negozio di abbigliamento, ne risente inevitabilmente l’impresa che produce capi d’abbigliamento e il rappresentante che vende al negoziante. Attualmente le difficoltà più grosse sono per il popolo delle partite Iva, albergatori, baristi e ristoratori, oltre che per le estetiste. Attenzione però che se dovessimo diventare una regione “arancione”, per bar e ristoranti non cambierebbe nulla”. Completamente bloccato anche il settore turistico, così come quello culturale legato a mostre e musei. Ad aggravare la situazione anche le dichiarazioni del presidente del Consiglio che invitava gli italiani a prepararsi alle festività rinunciando ai tradizionali cenoni. “Le dichiarazioni di Conte ammazzano queste realtà e influiscono anche sulla psicologia delle persone. - aggiunge l’assessore regionale - Oggi i ristoratori sono quelli più penalizzati: prima hanno dovuto investire per adeguarsi alle normative, acquistando dispositivi di protezione e rinunciando a posti a sedere per garantire il distanziamento sociale, poi sono stati fatti chiudere. La loro rabbia è perfettamente comprensibile”. E il quadro della provincia di Pavia e della Lomellina non si discosta molto da quello complessivo regionale, tanto che anche Confindustria Pavia dipinge un quadro negativo. “Molti Comuni del territorio hanno avviato cantieri grazie al bazooka economico di Regione Lombardia della scorsa primavera - fa notare l’assessore - e questo ha generato un meccanismo positivo che ha dato ossigeno alle imprese e alle famiglie che stanno dietro questo settore. La nostra provincia, inoltre, mantiene una forte caratterizzazione agricola con prodotti di qualità come riso e vino. Vero è che questi settori hanno lavorato fino a pochi giorni fa, ma è altrettanto vero che questo lavoro potrebbe servire a fare aumentare il magazzino se bar e ristoranti continuano a rimanere chiusi”.