Parona: Vincenzo Licata ucciso dalla droga. Via al processo al pusher, il primo in teleconferenza

PARONA – L’ultima serata è stata a casa di un amico, a consumare droga. Metadone e forse altre sostanze. Lo hanno appurato i carabinieri della compagnia di Vigevano. È morto poche ore dopo Vincenzo Licata, l’operaio paronese classe 1996 trovato esanime nel suo letto dalla madre il 29 febbraio. Il primo processo in videoconferenza della provincia di Pavia (per le disposizioni anti Coronavirus) sarà oggi, il 13 marzo, per un pregiudicato di Mortara. Sarebbe stato lui a cedere la droga al giovane paronese e a un suo amico, compaesano, di 25 anni, col quale Licata aveva passato la serata del 28 febbraio. Il 25enne è stato denunciato a piede libero per spaccio. In casa aveva 21 flaconi di metadone ritirati regolarmente dal Sert. Ma i due hanno consumato anche altre sostanze. I carabinieri ieri mattina, a conclusione delle indagini, si sono recati a Mortara e hanno trovato L. S. F., 38 anni, il pusher. Da lui Licata e il suo amico hanno comprato il resto della droga consumata il 28 febbraio. Nel suo appartamento c’erano hashish, eroina, cocaina e metadone. Con il 38enne c’erano altre tre persone, intente a drogarsi. Per questo motivo è stato dichiarato in arresto. Risponderà del reato di detenzione ai fini spaccio di sostanze stupefacenti. In attesa del processo, previsto per le prossime ore in teleconferenza, l’uomo si trova agli arresti domiciliari.