Parona: palestra Brain & Body Wellness, chiusi per il Dpcm dopo 40 appena giorni dall’apertura

Aggiornato il: ott 29

PARONA - Un sogno costruito nel corso di due anni di dura preparazione per l’apertura della sua palestra. Ma a soli 40 giorni dall’inaugurazione della nuova attività Samuele Sampietro, titolare di una centro fitness, è già costretto ad abbassare la saracinesca. Eppure era pronto a far fronte a tutte le norme sanitarie in vigore. Non solo ha investito sulla sua attività, ma soprattutto ha speso soldi e tempo per garantire il rispetto di tutte le prescrizioni. La sicurezza dei clienti prima di tutto. Ma non è bastato. Le palestre sembrano essere passate da centri per la cura e il benessere a punti della diffusione del contagio. La loro colpa? Essere capri espiatori e presunti responsabili della formazione dei nuovi focolai che hanno attraversato il Paese in queste settimane. Samuele Sampietro (nella foto), titolare e personal trainer della neonata palestra Brain & Body Wellness di Parona deve fare i conti con il nuovo Dpcm che da lunedì scorso ha chiuso tutte le palestre. Classe 1993, è un giovane amante del fitness che ha visto nascere la sua attività pochissimo tempo fa e ora, circa 40 giorni dopo l’apertura, si è ritrovato costretto a chiudere al pubblico le serrande della sua palestra. “Si tratta - spiega Samuele Sampietro - di un progetto realizzato dopo due anni di preparazione, abbiamo aperto già con l’idea di rispettare i protocolli con il materiale sanitario adeguato e la metà della gente in sala. I nostri centri non possono essere la base del contagio, alla Brain & Body Wellness gestiamo elettronicamente la lista di tutti i clienti e igienizziamo tutto il materiale necessario al fine dell’allenamento”.

Ma, oltre al disagio per la temporanea e precoce chiusura, c’è molto di più. La palestra di Sampietro, infatti, può vantare il fatto di non essersi adeguata alle nuove misure imposte ai centri di allenamento per la settimana. E questo non perché non siano state rispettate le norme o ci sia stata della leggerezza, tutt’altro: “Come ho detto, noi ci eravamo attrezzati anche prima del tempo limitando il numero di ingressi ed essendoci già organizzati per sanificare al meglio l’ambiente. È come se avessimo chiuso con dieci giorni di anticipo, ovviamente parte della clientela ha preso altre scelte ma ci hanno comunque espresso la loro solidarietà e noi ci impegneremo a congelare tutti gli abbonamenti per garantire la massima tutela. Certamente ci sentiamo penalizzati, ma continuiamo a sperare in un dietrofront anche in vista delle proteste da parte dell’ambiente che animeranno le piazze in queste settimane”. Rammarico ma anche organizzazione, e la direzione presa sembra già chiara. Il team della B&B manterrà infatti, in modalità inedite, i programmi di controllo dell’attività fisica e dell’alimentazione, sfruttando la forte impronta social e online.

“In precedenza avevamo fatto preparare una sezione di online coaching disponibile dal sito - spiega il titolare - ora ci troveremo una volta a settimana io e Federico, l’altro personal trainer, per fornire ai clienti tutti i consigli e gli strumenti possibili per rimanere in forma anche senza particolari attrezzature. Sarà tutto filmato con l’obiettivo di rendere costante lo sforzo dell’allenamento in casa così come lo era quello in struttura”.

Arrivati a questo punto non ci sono dubbi: le palestre, almeno quelle come la Brain & Body Wellness, meritavano altro epilogo. Ciò che dispiace di più è che se ne sia fatta una grande generalizzazione, e come sempre a rimetterci sono stati i più deboli. Ora non resta altro che attendere le nuove disposizioni, quelle del 24 novembre, e la speranza è che si tutelino maggiormente le categorie più fragili. Se lo augurano soprattutto i lavoratori come Samuele Sampietro e la sua squadra, la cui colpa è stata soltanto la sfortuna.

Mattia Spitale