Pace fatta tra Mortara e Parona per il risarcimento del termo, ma all’Offella costerà cara...

Scoppia la pace tra Mortara e Parona. Infatti i due Comuni stanno per raggiungere un accordo, dopo anni di braccio di ferro, sui soldi da incassare come compensazione per la presenza del termodistruttore. La città dell’oca chiede (soldi), quella dell’offella li darà. Ora, però, la parola passa agli avvocati che, nel giro di una decina di giorni, formalizzeranno un “cessate il fuoco” che metterà la parola fine al contenzioso iniziato nel 2016. Il Comune di Mortara ha chiesto circa 550mila euro di compensazioni ambientali. Parona ha risposto “niet” e offerto circa 200 mila euro. E’ probabile che i due enti si accorderanno a metà strada e torneranno ad andare d’accordo. E’ invece sicuro che il patto sarà siglato entro dieci giorni. Giusto in tempo per evitare che si celebri la prima udienza di una causa dall’esito che evidentemente tutte e due le parti considerano incerto. I due sindaci devono avere il timore di rimanere con il cerino in mano. Nessuno ha la certezza di essere pienamente dalla parte della ragione. Infine c’è l’aspetto umano. I due sindaci si conoscono e si stimano. Ma una stretta di mano non basta. La parte tecnica spetta ai principi del foro. La politica ha fatto la sua parte. E’ anche possibile accettare un po’ di polveri sottili in più nell’aria, purché nelle casse dei due enti pubblici arrivi un’adeguata “compensazione ambientale”. Non si parla di spiccioli. Il Comune di Mortara sostiene che negli anni il Comune di Parona ha incassato circa 2 milioni dall’inceneritore. Una fetta di questa appetitosa torta, almeno un terzo del totale sempre secondo il Comune di Mortara, spetterebbe proprio alla città dell’oca. Non è un capriccio dettato da un peccato di gola. Le rivendicazioni di Marco Facchinotti si basano su una convenzione. Questo accordo, che stabilisce la divisione tra i due enti dei contributi dati da Lomellina Energia, rimane in vigore fino a quando la “linea 1” dell’inceneritore resta in funzione. Di tutt’altra opinione è invece l’amministrazione di Parona che ha in mano una seconda, differente, convenzione. Insomma, il classico pasticcio all’italiana. Infatti il secondo documento, siglato all’attivazione della “linea 2” del termodistruttore, fissa una scadenza ben precisa nel 2014. E da quella data Parona non ha più dato quattrini a Mortara. “Abbiamo fondati motivi – spiega il sindaco Marco Facchinotti – per non ritenere corretta la seconda convenzione, quella risalente al 2010. La seconda convenzione non ha mai sostituito o cancellato quella originale. Inoltre la seconda e successiva convenzione presenta altre anomalie che non la rendono valida. Per queste ragioni riteniamo di aver diritto a un terzo delle somme corrisposte a Parona da Lomellina Energia fino alla dismissione della linea 1. Allo stesso tempo non è mai piacevole quando due enti pubblici arrivano a un confronto in un’aula di tribunale. Preferisco sempre percorrere la strada della mediazione e del dialogo, almeno fino a quando non ci sono più alternative. Anche se in questa circostanza siamo convinti di essere dalla parte della ragione, penso che un accordo bonario sia la cosa migliore da fare”. Bisognerà vedere se la pace sarà sancita più verso l’alto, e i 550mila euro desiderati da Mortara, oppure maggiormente verso il ribasso, verso i 200mila offerti da Parona.

Luca Degrandi