Ospedali, altra beffa targata Asst: aprono gli ambulatori di Medicina, ma il Pronto soccorso no

Basta un poco di zucchero e la pillola va giù. Ma per gli utenti della sanità locale la medicina scelta da Asst assomiglia di più ad una... supposta. Infatti da ieri, martedì 14 luglio, presso l’Asilo Vittoria è attivo un servizio in più. Si potranno infatti richiedere presso il proprio medico di base visite specialistiche non urgenti da effettuare presso gli ambulatori dell’Asilo Vittoria. Ma il sospetto è che si tratti di una toppa per coprire un buco che non verrà mai più ricucito: la chiusura del pronto soccorso. Da tempo il pronto soccorso è stato “depotenziato” a semplice punto di primo intervento (Ppi), cioè aperto solo di giorno. Poi con lo scoppio della pandemia è chiuso completamente. E sulla sua riapertura ci sono solo vaghe rassicurazioni. Intanto la novità comunicata dalla direzione generale di Asst al sindaco Marco Facchinotti è stata diffusa con grande enfasi. Sono state avviate le attività ambulatoriali specialistiche di medicina per prestazioni di urgenza differibile. Un servizio che sarà offerto presso le strutture ospedaliere di Mortara e di Mede. E, come specificato dalla stessa Asst, questa prestazione sarà erogata in attesa di poter riaprire i punti di primo intervento. Ma i due servizi sono molto diversi. E nel frattempo i cittadini dovranno accontentarsi di questa sorta di surrogato. “Verranno attivati ambulatori specialistici di medicina interna – spiega il direttore generale di Asst Michele Brait – per prestazioni con classe di priorità d’urgenza differibile accessibili da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 senza prenotazione dopo la visita del medico di medicina generale e muniti di impegnativa con codice di priorità urgente. Le risorse territoriali di soccorso sanitario d’urgenza saranno sempre attivabili direttamente dai cittadini per tutte le necessità urgenti e di emergenza tramite il 112, il numero unico per le emergenze. Oltre alla ripresa graduale delle attività ambulatoriali con agenda finalizzata per il 70 per cento a pazienti sospesi durante l’epidemia e per il restante 30 per cento a nuove prenotazioni, contestualmente è in corso di valutazione l’implementazione delle ore di specialistica ambulatoriale presso i presidi di Mortara e Mede”.

Luca Degrandi