Olevano, addio all’artista del popolo “Mogni”: il mondo contadino racchiuso in un tratto

OLEVANO - La tecnica e la manualità di questo “artista del popolo” erano sopraffine. Eppure “Mogni”, al secolo Piervincenzo Mogni (nella foto), che aveva giusto terminato le scuole medie e faceva il muratore, non aveva mai studiato tecnica, non aveva mai frequentato accademie o botteghe. Disegnava e scolpiva per talento naturale.

Giuseppe Poggi, ex sindaco di Olevano e presidente dell’associazione Amici del Museo, lo conosceva bene. Lui ha curato le edizioni delle due raccolte dei suoi disegni. Ora lo ricorda come “un artista dalla grande bravura, sottovalutato, in grado come nessun altro di rappresentare quel mondo spesso poco considerato come le tradizioni contadine”. La prefazione a questi volumi è di Marco Savini, insegnante di storia in pensione di Vigevano e grande conoscitore della realtà locale. I disegni di “Mogni” hanno arricchito anche “Le stagioni del contadino”, volume di Carlo Arrigone, e “Dal gioco al trattore”, vecchio catalogo del museo di Arte e tradizione contadina quando si trovava nella vecchia sede. “L’essere autodidatta – scriveva Savini – dava alle opere un’impressione di immediatezza e spontaneità. La sua rappresentazione della realtà e in particolare del mondo contadino è interna a questa cultura. Per questo ne sapeva cogliere gli aspetti più minuti. Disegni accurati nei dettagli. Nessun osservatore, neanche il più attento, può trovare qualcosa fuori posto. Conoscere perfettamente il mondo tradizionale permetteva a “Mogni” di rappresentarlo dall’interno, senza la facile retorica o la compiaciuta nostalgia di chi ha colto quel mondo solo negli aspetti esteriori, ma col realismo e la partecipazione di chi ne ha fatto parte”. Personaggi vivi, dinamici, non commoventi o “sconfitti”.

Animali rappresentati in modo accuratissimo e affettuoso. “Una documentazione di grande effetto etnografico – concludeva Savini – che comunica la partecipazione intellettuale ed emotiva di “Mogni” al mondo contadino”. Con la perdita di questi personaggi anche i piccoli paesi diventano sempre più vuoti.

Davide Maniaci