Nuovo ministro, vecchio esame: maxi orale alla maturità, i dubbi della dirigente: timidi penalizzati

Dopo mesi di acceso dibattito, con tante ipotesi trapelate e con un cambio di ministro nel mezzo, finalmente spuntano le prime indicazioni sulle modalità di svolgimento dell’esame di maturità 2021. Le dichiarazioni rilasciate dal neoministro dell’istruzione Patrizio Bianchi vanno verso la riconferma del maxi-orale dalla durata di un’ora, con commissione esaminatrice composta interamente da docenti interni alla scuola, ma con presidente esterno. Niente prove scritte, ma è previsto un elaborato sulle materie d’indirizzo che andrà concordato con i docenti e che verrà esposto dagli studenti durante il colloquio orale.

La vera novità di quest’anno, però, è che i ragazzi che presentano le lacune più gravi potrebbero non venire ammessi all’esame di maturità. Non c’è più, quindi, la modalità di ammissione automatica che ha senza dubbio agevolato gli alunni in uscita l’anno scorso. La dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore Angelo Omodeo di Mortara è soddisfatta delle migliori tempistiche con cui sono arrivate le indicazioni sulla maturità e ritiene corretto poter scegliere quali studenti ammettere e quali no, ma sulla struttura esclusivamente orale dell’esame nutre qualche piccolo dubbio: sulla base dell’esperienza vissuta nel 2020, si è visto come la mancanza degli scritti metta in difficoltà gli alunni particolarmente introversi. C’è il rischio, dunque, che non vengano valorizzate tutte le competenze e le potenzialità acquisite da ciascun singolo ragazzo. “La soluzione del maxi-orale – commenta la preside Stefania Pigorini (nella foto) – consentirà allo studente di esprimere verbalmente le conoscenze acquisite durante l’anno. I consigli di classe, naturalmente, adegueranno la preparazione degli alunni alla struttura dell’esame, e le migliori tempistiche con cui ci sono pervenute le indicazioni quest’anno daranno la possibilità a tutti di organizzarsi meglio. Tuttavia, l’esperienza del 2020 ha dimostrato che una prova orale secca può mettere in difficoltà i ragazzi più introversi. Questo perché un colloquio orale va a verificare competenze e abilità differenti rispetto a una prova scritta. Una sola prova orale potrebbe non consentire di valorizzare al meglio tutte le capacità acquisite dagli studenti, per cui forse si poteva valutare la realizzazione di una prova scritta preparata dai consigli di classe, che conoscono bene il livello di preparazione e gli obiettivi raggiunti dagli alunni”. Se la struttura della prova presenta, dunque, dei pro e dei contro, l’idea di poter scegliere chi ammettere o no all’esame viene promossa a pieni voti. “Secondo me – rivela la dirigente dell’Omodeo – è corretto poter decidere in autonomia quali ragazzi hanno una preparazione idonea e quali, invece, non ce l’hanno, per poter accedere all’esame conclusivo. L’anno scorso abbiamo dovuto ammettere anche alunni con gravi lacune o con assenze discontinue nel primo quadrimestre. In ogni caso, la nostra volontà è sempre e comunque quella di favorire e tendere una mano agli studenti, e non quella di penalizzarli”. Stando alle affermazioni del ministro Bianchi, la maturità prenderà il via il 16 giugno e non subirà slittamenti. Le attività didattiche per le altre classi, invece, potranno essere prorogate fino al 30 giugno.

“Le dichiarazioni del ministro – rassicura Stefania Pigorini – lasciano trasparire la possibilità che l’allungamento dell’anno scolastico possa avvenire molto probabilmente con modalità flessibili. Soltanto i ragazzi con lacune in determinate discipline potrebbero trovarsi nella situazione di dover integrare il loro percorso con lezioni suppletive nel mese di giugno”.

Massimiliano Farrell