Non c’è pizza per cena, ma le norme non sono chiare

MORTARA - Pizzerie chiuse per cena. Ma chi le prepara da asporto può proseguire il servizio anche oltre le 18. Un paradossale controsenso per molti, una chiara interpretazione di norme e licenze per altri. Ma in questi giorni di concitata emergenza, con un mutevole scenario in continua evoluzione, gli operatori del settore giustamente si pongono degli interrogativi. Mangiarsi una pizza alla sera non è di sicuro la preoccupazione principale tra le persone, impegnate a proteggersi dall’epidemia rimanendo il più possibile nelle proprie abitazioni, ma chi per lavoro ha un’impresa di ristorazione ha la legittima facoltà di chiedersi in che modo e con quali misure di prevenzione può o non può proseguire la propria attività. E i dubbi, in questo senso, non mancano. Sin dalle prime ore di domenica quando, al risveglio, l’Italia si è destata con le parole di Giuseppe Conte che illustrava le principali misure del nuovo Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dapprima applicate a tutta la Lombardia e ad altre 13 province del nord Italia più quella di Pesaro-Urbino, poi estese a tutto il territorio nazionale a partire da ieri, martedì. Tra i tanti aspetti del Decreto che cambiano la vita di tutti almeno fino al prossimo 3 aprile, c’è la chiusura di tutte le attività di ristorazione dalle 18 di sera alle 6 del mattino. “Ci siamo subito chiesti - raccontano dalla pizzeria Roma (nella foto) - se questa nuova disposizione riguardasse anche il servizio a domicilio. Per questo motivo ci siamo attrezzati già a paritre da domenica per portare le pizze a casa delle persone”. Ma ancor prima di dare via al servizio, è arrivato subito lo stop. “Ci hanno informato - proseguono dalla storica pizzeria di corso Mazzini - che le nuove disposizioni consentono la consegna a domicilio alla sera per le sole attività che nascono con questo esclusivo servizio”. Niente da fare, dunque, per le tradizionali pizzerie, comprese quelle che le preparano anche da asporto. “Speriamo che l’emergenza passi - concludono - contenere il virus resta la priorità di tutti. Dal canto nostro staremo aperti a mezzogiorno, dalle 11 e 30 alle 15 e lavoreremo tutti i giorni. Per questo periodo, infatti, abbiamo sospeso il giorno di riposo classico del mercoledì, così da poter garantire il servizio a pranzo soprattutto per chi, per motivi di lavoro, è costretto a mangiare fuori casa”. La stessa ricetta adottata anche da Raimondo Lopresti nella sua Santa Lucia, sempre aperta a pranzo compreso il martedì. “Ovviamente il Decreto - spiega il titolare della prima pizzeria della città, aperta dal 1960 - sarà rispettato alla lettera, mantenendo il distanziamento dei tavoli e la distanza di sicurezza tra i clienti”. Anche chi ordinerà la pizza da asporto a pranzo, come in tutte le altre pizzerie, dovrà evitare di affollare i locali, attendendo il proprio turno e la propria pizza, ove possibile, al di fuori della pizzeria.