Nido gratis: Regione Lombardia pagherà le rette per le famiglie con Isee inferiore a 20mila euro

Iniziativa “nidi gratis”: il Comune di Mortara ha aderito al progetto finanziato da Regione Lombardia. Si tratta di un maxi contributo riservato alle famiglie dai redditi più bassi. Ma anche il Comune di Mortara è chiamato a fare la sua parte. Infatti per ottenere il finanziamento previsto da Regione Lombardia è necessario che l’ente pubblico, cioè il Comune di Mortara, non applichi aumenti alle rette. Così l’amministrazione si impegna a non applicare rincari rispetto ai 12 mesi precedenti. Per l’anno scolastico 2020/2021 Palazzo Lombardia ha stanziato un finanziamento da 15 milioni di euro per il sostegno alle famiglie che attraversano difficoltà economiche. Il bonus coprirà la quota di retta mensile che supera la soglia rimborsata dal “Bonus Asili Inps”, pari a 272 euro. Con la delibera dello scorso 10 settembre il Comune di Mortara si piazza così in prima fila per usufruire delle agevolazioni. Le famiglie mortaresi dovranno invece presentare l’adesione al progetto “nidi gratis” accedendo al sito della Regione. Regione Lombardia deve ancora completare l’elenco degli enti che hanno tutti i requisiti per usufruire del finanziamento. Per Mortara non ci dovrebbero essere problemi. Tutti i criteri chiesti dalla Regione sono rispettati. Compreso quello di non aver aumentato le tariffe dell’asilo comunale. “La misura – spiega Luigi Tarantola (nella foto) - prevede l’azzeramento della retta di frequenza, altrimenti a carico dei genitori, in asili nido e micronidi gestiti dal Comune. Ne hanno diritto le famiglie con un indicatore economico equivalente non superiore ai 20 mila euro e residenti in regione da almeno 5 anni”. Ormai da diversi anni il Comune di Mortara sostiene i redditi più bassi con questa iniziativa. L’anno precedente l’ente ha ricevuto da parte della Regione un rimborso di poco superiore ai 22mila euro. L’obiettivo di sostenere le famiglie in condizione di vulnerabilità economica e sociale per facilitare l’accesso ai servizi per la prima infanzia risponde ai bisogni di conciliazione vita-lavoro.

Luca Degrandi