Musica e competenze trasversali: come il pentagramma cambia la vita dei giovani studenti


PAVIA - Saper lavorare in gruppo, avere una particolare disposizione alla programmazione e alla gestione dell’ansia in situazioni di stress nonché l’attitudine a svolgere più attività contemporaneamente. E, ancora, possedere grande capacità di autocontrollo, assicurare massima attenzione ai dettagli, garantire la ricerca della perfetta qualità del lavoro: se hai queste caratteristiche sei un eccellente musicista o hai buone probabilità di diventarlo. Se non le hai e pensi comunque di voler fare un altro mestiere, imparale: qualunque sia il lavoro che sceglierai, queste competenze trasversali ti saranno utili al pari delle competenze tecniche e professionali che acquisirai con l’esperienza.

Proprio per creare un metodo didattico innovativo che sviluppi negli studenti universitari, attraverso la musica, le competenze trasversali (le cosiddette soft skill) da utilizzare con profitto nel mondo del lavoro, l’Almo Collegio Borromeo di Pavia ha ideato Meets, un progetto formativo europeo di avanguardia finanziato dal programma europeo Erasmus+ e realizzato in collaborazione di cinque partner europei: le Università di Linköping (Svezia), Valencia (Spagna) e Tallinn (Estonia), lo European network of university orchestras (Enuo) e Forte Fortissimo Tv, che da tempo collabora come media partner del Borromeo nella diffusione dei video dei concerti. Inoltre il progetto si avvale di alcuni partner associati come l’Università degli studi di Pavia, CIDIM - Comitato Nazionale Italiano Musica, CCUM - Conferenza dei Collegi universitari di merito, USCI - Unione società corali italiane Lombardia e il Comune di Mortara.

Il progetto Meets sarà illustrato e analizzato nei suoi dettagli nel corso di un incontro online che si terrà oggi, mercoledì 7 aprile alle 21, in diretta sulla pagina Facebook del Collegio Borromeo. Oltre al Rettore Alberto Lolli e ad Alessandro Marangoni, musicista e direttore artistico della stagione dei concerti del Collegio, interverranno alcuni dei più noti giornalisti, studiosi e critici musicali italiani: Sandro Cappelletto, Enrico Girardi, Carla Moreni, Giorgio Vitali. A rappresentare gli alunni e l’orchestra e il coro del Collegio Borromeo saranno invece Marika Sacchetti e Gianmarco Rossi.

L’idea di fondo di MEETS (www.meetsproject.eu) è che la musica – affrontata durante gli anni di studio universitario in maniera professionale, ma non necessariamente essendo dei professionisti – possa essere uno straordinario strumento per sviluppare queste competenze trasversali, utili nella futura vita professionale di tutti.

Ma oltre alle soft skill “tradizionali” – come la capacità di lavorare in gruppo, di saper essere leader, di comunicare agevolmente, per citarne alcune – il progetto vuole investigare se la musica possa sviluppare anche altre competenze, più peculiari, e forse perfino più determinanti in qualsiasi campo vengano applicate.

Il punto cardine è che, anche nella vita strettamente professionale, sia utile (se non necessario) apportare il proprio contributo umano a tutto tondo, comprensivo di attitudini e sensibilità non direttamente legate al lavoro, come per esempio il senso estetico, il gusto per l’armonia, un sano scetticismo e il senso critico che lo accompagna, la capacità di prendere contatto con le proprie emozioni e saperle “maneggiare” anche in contesti in cui non si ha il pieno controllo della situazione, e così via. Tutte competenze che chi pratica musica deve necessariamente sviluppare.

Ci si chiede quindi se e come la musica – in questo senso prima fra le arti, in quanto individuale e collettiva – possa aiutare questo sviluppo “olistico” della personalità.

Per farlo, il team del progetto MEETS ha avviato una prima fase di analisi del mondo delle orchestre e dei cori legati agli istituti di formazione universitaria, scuole di specializzazione e conservatori in diversi Paesi d’Europa.

Sono stati ideati e somministrati circa 250 questionari in altrettanti istituti europei in tutto il continente. In questa fase si stanno svolgendo 20 interviste di approfondimento alle realtà che sono risultate più sensibili e attive, coinvolgendo direttori, manager e studenti, e nel mese di aprile si prevede la pubblicazione di un primo documento che fotografa la realtà europea in questo ambito innovativo.

I numeri di MEETS: 6 partner, 4 Paesi (Italia, Estonia, Spagna e Svezia); 150 Studenti membri di orchestre e cori; 8 Eventi formativi per studenti e direttori; 1 concorso per giovani direttori; 1 concorso per giovani compositori; 16 concerti dal vivo e in streaming.

Il team italiano di MEETS

Oltre al Rettore dell’Almo Collegio Borromeo, Alberto Lolli, il team italiano di MEETS è composto dal pianista Alessandro Marangoni, direttore artistico del progetto; Marco Berrini e Denis Zanchetta rispettivamente direttori del Coro e dell’Orchestra del Borromeo; Jessica Colombo project manager; Guido Bosticco docente all’Università di Pavia e responsabile della comunicazione, insieme con il regista Stefano Sgarella e la designer Veronica Gariboldi di Forte Fortissimo TV.

Concerti e concorsi

Tra le attività previste dal progetto, vi sono scambi fra istituti e musicisti: ogni partner ospiterà elementi provenienti dalle orchestre e dai cori stranieri coinvolti. Nello specifico, l’Almo Collegio Borromeo di Pavia ospiterà i musicisti delle orchestre di Valencia, che faranno musica insieme al Coro e all’Orchestra del Borromeo. Allo stesso modo, gli alunni del Collegio avranno la possibilità di visitare l’Orchestra Sinfonica dell’Università di Tallinn per un’esperienza arricchente sotto il profilo umano oltre che musicale.

Sarà promossa anche la nuova musica con un concorso di composizione, che avrà come tema proprio le soft skill, e sarà organizzato un concorso internazionale per giovani direttori di coro e direttori d’orchestra.

Ancora una volta dunque l’Almo Collegio Borromeo – su ispirazione del suo fondatore San Carlo, che vedeva la musica come fondamentale mezzo educativo per potenziare le facoltà della persona – si pone come leader nella formazione degli studenti universitari. Questa volta lo fa attraverso la musica, come elemento integrante della formazione umana e professionale di quei musicisti che cantano e suonano insieme e che saranno la classe dirigente del futuro. «Un futuro – dichiara il Rettore del Borromeo Alberto Lolli – che costruisce “legature”, ponti transnazionali e transculturali, riproponendo la bellezza e l’arte come mediatrici culturali, nell’eccellenza degli studi».

Un metodo innovativo

Il progetto prevede inoltre una serie di attività in sinergia tra varie orchestre e cori europei e i dipartimenti musicali delle università, per realizzare infine un metodo condiviso che, alla fine del 2022, a conclusione di MEETS, potrà essere un modello formativo per tutte le università del mondo.

La metodologia MEETS potrebbe essere il punto di partenza per avviare nuove attività culturali a beneficio degli studenti e dell’ambiente accademico, non solo grazie ad un’offerta culturale e musicale più ampia, ma anche fornendo agli studenti una nuova opportunità per preparare gli studenti alla vita adulta in modo innovativo e attraente.