Mortara verso il voto: Margherita Baletti, "Candidata sindaco? Se c’è un progetto giusto..."

MORTARA - “Io candidato sindaco? Nessuno me lo ha chiesto... ma se ci fosse il progetto giusto, perché no”. L’assessore meno “politico” di tutta la giunta Facchinotti ci ha preso gusto. Entrata in punta di piedi in un modo che lascia poco spazio alle donne, e ancora meno a chi non ha un partito tradizionale alle spalle, Margherita Baletti (a sinistra nella foto con il sindaco Marco Facchinotti e l'assessore ai Servizi sociali Paola Baldin) ora si trova ad essere il membro più rappresentativo della lista civica ViviaAmo Mortara. Tanto che se la lista civica si dovesse ripresentare nel 2022 alle urne con un candido proprio, non appoggiando più dal primo turno l’uomo (o la donna) scelto dalla Lega, Margherita Baletti sarebbe il nome di punta. “Non ho mai nutrito questo tipo di ambizione – precisa l’avvocato di professione – ma se mi dovessero proporre un progetto valido, con persone che nutrono fiducia in me, ci penserei. Perché dire di no a prescindere? D’altra parte questi anni trascorsi in amministrazione mi sono serviti molto. Nonostante le critiche, gli attacchi e qualche battibecco, ho presto imparato le regole del gioco politico. Ma, cosa ancora più importante, mi piace occuparmi delle finanze pubbliche e cercare di compiere le scelte migliori per la mia città. In questo difficile compito ho trovato l’aiuto competente e insostituibile dei funzionari. Con loro ho instaurato un rapporto splendido”. Ma in politica l’amicizia conta fino a un certo punto. Poi c’è tutto il resto: la conquista dei voti, gli equilibri interni dei partiti, la gestione dei ruoli di potere, la capacità di attrarre consensi. “L’ipotesi più realistica – aggiunge Margerita Baletti – è che il candidato sindaco della Lega sia Luigi Tarantola. Io non avrai nessun problema a sostenerlo se mi chiedessero di candidarmi ancora. Degli attuali colleghi non posso che parlare bene. Alcuni sono più che amici. Luigi Granelli è come un fratello. Ci conosciamo fin da bambini. Proprio per questo mi permetto di mandarlo a quel paese quando spara qualche «granellata» delle sue”.

Luca Degrandi