Mortara: rissa tra stranieri per l’integrazione

MORTARA - I motivi alla base della discussione, ben presto degenerata in rissa, erano alti, a tratti addirittura nobili. Parlavano di integrazione, ospitalità, maniere di comportamento in un Paese straniero che ben presto hanno cominciato a considerare casa. Disquisivano di cittadinanza, usi e costumi, lingua. Una lingua che di lì a poco è scaduta nel linguaggio universale delle botte. Protagonisti due cittadini africani, di due differenti Paesi d’origine, di 27 e 31 anni. Ma non erano usciti insieme. Si erano incontrati, e poi letteralmente scontrati, in un bar di piazza Silvabella, nella tarda serata di lunedì. Il primo, forse a causa di qualche bicchiere di troppo, esternava le sue personalissime opinioni sull’Italia e gli italiani. Legittime, certo, ma che forse avrebbe potuto manifestare con un tono di voce minore. Il secondo, vergognandosi forse per le prese di posizione del dirimpettaio da bancone, con il quale condivideva il colore della pelle e poco altro, ha scelto di non tacere, ma di ribattere. Ma quello che sarebbe potuto eleggersi a simposio di alta retorica, quasi degno di un caffè letterario, ha preso la direzione nemmeno troppo scontata della rissa da saloon. Avvenuta però al di fuori del bar, all’altezza di contrada San Dionigi. In un attimo i temi sociali, i diritti civili, l’uguaglianza, sono stati rimpiazzati da altri elementi, di uguaglianza sì, ma livellata verso il basso. Con il minimo comune denominatore dei calci e dei pugni. Tanto da richiedere l’intervento del 118 e dei carabinieri. L’ambulanza li ha portati entrambi all’Ospedale civile di Vigevano poco dopo le 2 del mattino. Partiti da posizioni diametralmente opposte, i due hanno però vissuto un epilogo analogo. Peccato che l’unica eredità della loro dotta conversazione non verbale sia stata solo una vistosa chiazza di sangue sulla pavimentazione di contrada San Dionigi.